A Benevento cadono i pini mentre Mastella pensa a ramificare la sua formazione politica

Il sindaco Mastella, più interessato in questo momento alla campagna elettorale che al taglio dei pini, insegue una chimera: avere due seggi in consiglio regionale, quando è già difficile averne uno, e non a Benevento

Domenica scorsa, abbiamo letto questo post che un giornalista di una emittente televisiva locale aveva condiviso anche sulla pagina facebook di una nostra amica: “I vigili del fuoco sono intervenuti al viale degli Atlantici per rimuovere un grosso ramo che si è spezzato pericolosamente da un pino marittimo di cui da tempo si discute sul tema sicurezza in città. Fortunatamente non si sono registrati danni a persone e cose. Si continua a scherzare con il fuoco, ha detto il sindaco di Benevento Clemente Mastella. Tra la salute, diritto costituzionale, e la difesa di pini cadenti non ho dubbi sul da farsi, ha concluso Mastella”.
Poiché nel post, riportato da noi integralmente, non veniva espresso alcun giudizio circa le cause che avevano provocato la caduta di quel grosso ramo da un pino, peraltro situato in una area privata, abbiamo provveduto noi a lasciare un lungo e articolato commento, richiamando le responsabilità del sindaco, che tale emittente fiancheggia.
Abbiamo avuto la conferma di come tale emittente sia la cassa di risonanza del sindaco, quando, qualche ora dopo, abbiamo notato, non senza manifestare il nostro disappunto in messenger verso quel giornalista,  che il nostro commento era scomparso. E poiché era scomparso, non ne ricordiamo il testo integrale, che possiamo esprimere in altri termini.

Abbiamo fatto rilevare, in quella occasione, che era caduto un ramo ma non il pino, inconveniente, questo, riconducibile alla responsabilità del sindaco che, da quando si è assiso a palazzo Mosti, solo l’anno scorso ha fatto potare una parte degli alberi di basso fusto, dopo che forti venti ne avevano fatto cadere qualcuno  dalla folta chioma, su cui i venti avevano esercitato la loro pressione.   Mai il sindaco ha pensato di potare i pini di viale degli Atlantici, di via Pace Vecchia e di via Fratelli Rosselli. Evidentemente,  il problema, per lui, non è tanto quello di preservare l’incolumità dei cittadini, quanto il pericolo di perdere il finanziamento di 250mila euro destinato all’abbattimento di oltre 300 pini esistenti su tali arterie cittadine e alla messa a dimora di altre piante.
Dello stesso tenore, gli interventi di chi difende i pini. Civico 22, leggiamo sul Mattino del 7 settembre, il collettivo che ha raccolto  1.264 firme contro l’abbattimento dei pini, afferma: “In piena pandemia il nostro sindaco ha lottato fino all’ultimo per la realizzazione (nell’ambito di Città Spettacolo –ndr) di due grandi concerti giovanili (quelli dei rapper Ghali e Geolier – ndr), in barba al buon senso e alla sicurezza. Cade un ramo e il sindaco torna a vestire i panni dell’integerrimo uomo della ‘sicurezza prima di tutto’. Ma, a differenza dei concerti, la caduta estiva di rami è un fenomeno naturale che si blocca attraverso una manutenzione responsabile e costante. Concertone, rinvio dell’inizio della scuola, abbandono del verde: sembra il programma di governo del politico del film di Albanese”. Ma si è fatto sentire anche “Giù le mani”, con l’intervento di Carmine De Gennaro, secondo cui da tempo non si effettuano potature e rimozione delle pigne, una situazione di degrado, questa, lamentata anche da Ambener De Iapinis, autore di un esposto alla Procura contro il taglio, fatto eseguire dal sindaco nel 2019, di 12 pini dall’efficiente stato di salute, come ha potuto rilevare il prof. Bruno Sgerzi attraverso un esame di ciò che, dei pini tagliati, emergeva ancora dai marciapiedi.
Ha però sposato la causa del sindaco  il neo assessore all’Ambiente, Gerardo Giorgione, l’avvocato che, defenestrato da  Mastella da assessore all’Urbanistica il 16 agosto 2016 per aver postato immagini razziste e di accusa contro Renzi e la moglie, ha assunto la difesa  di quella donna che sarebbe stata fomentata da lui, secondo una vox populi, nel  lanciare sui social accuse deliranti contro il sindaco, durante il lockdown.
Giorgione avrebbe presentato alla Procura, leggiamo sempre sul Mattino di quel giorno, “una comunicazione finalizzata al coinvolgimento nel processo decisionale poiché certe decisioni importanti debbono riguardare tutti”. Egli, cosa buona, pensa di “convocare una riunione cui  saranno invitati i comitati e gli organismi civici interessati” e “una seduta del consiglio comunale, così da garantire la massima partecipazione su quanto il Comune sta facendo per tutelare l’incolumità dei cittadini, per noi la priorità assoluta”. 

Mastella è impegnato a ramificare la sua formazione politica
Ovviamente, se ne parlerà molto dopo lo svolgimento delle elezioni regionali, in quanto Mastella, impegnato a ramificare “Noi Campani”, in provincia di Benevento, e forse anche nel resto della regione, è alla ricerca, un po’ ovunque, di seguaci, di persone probabilmente sbandate alla ricerca di chi offre spazio politico.E’ una pioggia continua quella di comunicati che, ogni giorno, pervengono da Molly Chiusolo e Domenico Parisi, novelli dirigenti provinciali del nuovo soggetto politico di Mastella, per informare la stampa che a S.Bartolomeo in Galdo, a San Lorenzello, a Fragneto l’Abate, a S.Marco dei Cavoti, a Torrecuso, a Pesco Sannita, a Frasso Telesino, a Circello, a Castelpagano, a Pontelandolfo, a Santa Croce del Sannio, a Castelpoto, a Fragneto Monforte, a Foiano Valfortore, ad Arpaise e a Montesarchio, oltre che nei comuni di cui abbiamo dato già notizia su “Benevento, la libera voce del Sannio”, Noi Campani ha dei punti di riferimento.A margine di tali comunicati, non mancano, rispetto alle adesioni, i commenti trionfalistici dei predetti dirigenti provinciali della formazione mastelliana, ma anche di Mauro De Ieso, il sindaco di Pago Veiano che dirige il settore enti locali di “Noi Campani”. Chiusolo e Parisi affermano che “Noi Campani è l’unico movimento che può rappresentare adeguatamente le aree interne”. Evidentemente, questi dirigenti non sono maturi di età (Infatti, Parisi è nato nel 1982 e Chiusolo nel 1985), per sapere quanta attenzione abbia dedicato Mastella per le aree interne della Campania, in un periodo in cui, essendo luogotenente di De Mita, contestualmente segretario della Dc e presidente del Consiglio, avrebbe potuto fare molto per sollevare la provincia di Benevento dal degrado, come, invece, ha fatto De Mita per l’Irpinia.Quando poi questi dirigenti parlano di coloro che “scelgono  di aderire al nostro progetto, consapevoli che la leadership di Clemente Mastella possa dare un importante contributo ad un nuovo protagonismo del Sannio”, gli fa eco il nominato Mauro De Ieso, secondo cui “le adesioni di tanti sindaci e amministratori, oltre che dirigenti politici, sono il preludio ad un ottimo risultato elettorale che porrà Noi Campani  ed il Sannio al centro delle dinamiche politiche e di sviluppo”. Il sindaco di Pago Veiano, che ha 52 anni, di Mastella può ricordare che quando il sindaco di Benevento, protagonista in politica negli anni 80, era sottosegretario alla Difesa, attraversava le strade di Benevento e forse anche della provincia con le sirene spiegate. Come ministro del Lavoro del primo governo Berlusconi, si ricorda poi di aver fatto istituire a Sant’Agata dei Goti un Centro Operativo Territoriale  dell’Inail, che, ridotto a gestire un infortunio al giorno  in un bacino di utenza di una ventina di comuni, è stato chiuso soltanto dopo un quindicina di anni dopo, perché, pare, bisognava aspettare la scadenza del contratto dei locali presi in fitto. Nella veste di Guardasigilli, si ricorda, invece, di aver scelto Benevento come una delle sedi in cui istituire le tre scuole superiori di Magistratura. Di qui a parlare di iniziative atte a far crescere la provincia di Benevento sul piano socio-economico ci passa il mare.  Ma Paola Severino, ministra della giustizia del governo Monti, penalizzando Benevento, Catanzaro, nostra concorrente, e Bergamo, istituirà una sola scuola a Firenze. Tuttavia, Mauro De Ieso, con espressioni ancora più trionfaliste, ha dichiarato, in uno dei tanti comunicati di Noi Campani: “Avremo una rappresentanza in ogni comune sannita e faremo sentire forte la nostra voce anche all’indomani delle elezioni regionali. Infatti il nostro impegno parte da lontano e va ben oltre l’appuntamento elettorale”.

Mastella pensa di eleggere due consiglieri in Regione
Forte di ciò, Mastella, secondo quanto riportato dal Mattino, nell’insediare il comitato cittadino di Noi Campani, si è detto certo di aver almeno un consigliere regionale, forse anche due, poiché sono “altamente competitive” le sue liste,  presentate, preciserà poi la senatrice Lonardo, “in tutte le cinque circoscrizioni della Campania”, un risultato, questo, “raggiunto a mani nude”,  cioè, traduciamo noi, senza avere le mani in pasta, ma facendo leva, forse, su clientele consolidate, costituite quando l’Udeur di Mastella in Campania aveva le mani in pasta.Avere due consiglieri è una chimera, poiché, nelle elezioni del 2010, quando la coalizione di Stefano Caldoro, vinse la competizione beneficiando del premio di maggioranza, l’Udeur che di tale coalizione faceva parte, ottenne due seggi, nelle persone del napoletano  Ugo De Flavis e della sannita Alessandrina Lonardo, in un Consiglio di 60 componenti, avendo conquistato 92.927 voti, pari al 3,37%,  frutto del potere esercitato dal partito di Mastella, per dieci anni,nei precedenti  governi di centro sinistra della Regione, guidati da Antonio Bassolino.

Ora che il Consiglio è di 50 componenti, quella percentuale e quei voti, anche in presenza di un premio di maggioranza, dal momento che è data per certa la riconferma di Vincenzo De Luca alla guida della Regione, dovrebbero essere migliorati di un bel po’, a parità di partecipazione alle urne, perché Noi Campani possa avere due seggi, attestandosi anche, come avvenne per l’Udeur nel 2010, come  prima formazione politica in quel di Casal di Principe.  Altrimenti, sempre a parità di partecipazione alle urne, quella percentuale e quei voti, conseguiti dall’Udeur nel 2010, potrebbero essere anche di poco inferiori perché  Noi Campani  possa avere un seggio. E se lo avrà, impresa assai ardua, sarà attribuito nella molto popolosa  circoscrizione di Napoli, dove  la formazione di Mastella avrà più voti, che in provincia di Benevento.In una intervista resa al Mattino il 7 settembre, la signora Sandra Lonardo, eletta con 10.940 preferenze  rispetto  a 13.228 voti di lista, ha dichiarato di aver conseguito la elezione,  per aver fatto campagna elettorale sui social, e non, come pensiamo noi, grazie al potere esercitato dall’Udeur in Regione nei precedenti dieci anni. Lei, infatti,  ha svolto  quel tipo di campagna elettorale dalla sua casa romana, poiché si trovava in una stato di divieto di dimora addirittura in tutta la Campania, per effetto di un procedimento giudiziario a suo carico avviato nel gennaio 2008, un procedimento, dal quale la signora Sandra, scrive l’intervistatore, “è uscita a testa alta senza alcuna condanna”. Noi sappiamo, invece,  che nell’udienza del 7 marzo del 2017 della quarta sezione penale del Tribunale di Napoli, la Pm chiese una condanna, pare, a 2 anni per Mastella, che poi fu mandato assolto nella sentenza emessa nel mese di settembre di quell’anno, mentre chiese la prescrizione per il filone  processuale riguardante la signora Sandra. Nella conferenza stampa, tenuta nel President Hotel dopo l’emissione della sentenza, si parlò solo dell’assoluzione di Mastella. Ora, in tempo di Covid, si fa, come allora, campagna elettorale sui social, ha dichiarato la signora Sandra.
Giuseppe Di Gioia
      

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