Al Teatro Romano Rappresentati il tramonto, la notte e l’alba nel balletto di Carmen Castiello

Neanche il tempo inclemente è riuscito ad impedire che la bellissima manifestazione preparata per il  10 Agosto 2020, in occasione della notte delle stelle cadenti, venisse annullata.
Infatti, non appena la situazione metereologica ha cominciato a migliorare, lo staff si è rincuorato ed ha  continuato la preparazione dello spettacolo, presso il Teatro Romano di Benevento, dove si  è svolta la manifestazione “Eternità. L’infinita estensione del tempo che non ha avuto inizio e non avrà termine’’.
La performance di musica, danza e poesia si  è sviluppata, come previsto,  in tre momenti: al tramonto (ore 20,00), sera (ore 21,30) e all’alba dell’11 agosto (ore 6,30).  Le musiche sono state eseguite da Giuseppe Granatello, al  pianoforte, e  da Lorenza Maio, al violino.
Le coreografie sono state  realizzate da Gisella Marucci, Ilaria Mandato, Sara Scuderi, con la direzione artistica di Carmen Castiello, della Compagnia del Balletto di Benevento e la  collaborazione di Linda Ocone. Le letture sono state eseguite con grande bravura da Alda Parrella, i cui brani sono stati curati dall’Associazione Culture e Letture, di Elide Apice, che ha scelto brani tratti di Mariangela Gualtieri, Alda Merini, Pessoa.
L’iniziativa è stata organizzata dalla Direzione Regionale Musei Campania, in collaborazione con la Provincia di Benevento e il Centro Studi Danza.
Grandi sostenitori dell’evento son stati: Sannio Europa, Allestimenti Umberto Rossi, Fondazione Città Spettacolo, con il patrocinio della Fidapa BPW sezione di Benevento.
Lo Strega Store, il Panificio Caggiano e La Guardiense hanno offerto un ottimo e ricco buffet, che abbiamo gustato subito dopo la prima performance, quella delle 20,00.
Questa manifestazione è stata eccellente anche grazie all’impegno quotidiano e lungimirante  del Direttore del Teatro Romano, Prof. Ferdinando Creta, a cui dobbiamo tutta la nostra riconoscenza per la pazienza, l’abnegazione, l’amore con cui porta avanti tutte queste iniziative. Egli così si è espresso presentando questo evento: ”Un’occasione per una visita speciale che offre ai visitatori una prospettiva interpretativa del tempo e dello spazio attraverso la musica, la danza e la poesia nel suggestivo scenario del Teatro Romano di Benevento. Le arti stimolano la conoscenza, che a sua volta nutre la sfera emotiva; le tre performance sono state ideate per tre momenti significativi che scandiscono lo scorrere del giorno: il malinconico tramonto sarà accompagnato dalle note di Chopin, l’energia della danza avvolgerà il mistero della notte in cui si liberano i desideri più reconditi, all’alba, l’aurora sarà simbolicamente colorata dalle note del “Mattino” di Grieg aspettando il levare del sole.”
Come è nello stile della direttrice artistica, Carmen Castiello, i colori ed i modelli degli abiti di scena indossati dai ballerini, erano tutti intonati alle ore della giornata: dorati per il momento del tramonto, neri per quelli della notte e bianchi per quelli dell’alba.
I ballerini hanno anche danzato sulle note di “Nuovo Cinema Paradiso”, quale  omaggio al grande Maestro, Ennio Morricone, recentemente scomparso.
Il pubblico, particolarmente entusiasta ha richiesto ed ottenuto il bis, per ogni momento di danza, che abbiamo rivisto con grande piacere.
La manifestazione si è  svolta nel pieno rispetto delle misure di sicurezza previste dalla normativa per fronteggiare l’emergenza epidemiologica, ancora in atto.
Perché è stato scelto proprio il 10 agosto?
In questo giorno, definito come quello delle stelle cadenti e come notte dei desideri, si sono sovrapposte alcune credenze, assommate agli eventi: uno storico ed un altro astrofisico.  Il primo risale alla chiesa cattolica che  ricorda in questo giorno il martirio di Lorenzo, ucciso sui carboni ardenti, nel 258 d.c. a seguito delle persecuzioni contro i vescovi,  presbiteri e diaconi, volute dall’imperatore Valeriano.
Lorenzo era proprio uno dei sette diaconi di Roma e la sua esecuzione avvenne quattro giorni dopo la decapitazione di papa Sisto II. Qui si riconduce l’interpretazione religiosa che pensa alle stelle cadenti come alle lacrime versate dal martire, durante il martirio di cui lo sciame delle Perseidi erano la testimonianza concreta.
In realtà, in questo periodo, in contemporanea al martiro del Santo, si verifica un fenomeno astronomico, che dura diversi giorni.
Osservando il cielo notturno, possiamo vedere che il nostro pianeta una volta all’anno attraversa  lo sciame delle Perseidi. Esse sono un insieme di polveri e ghiaccio, lasciati lungo il cielo, dalla cometa Swift- Tuttle, durante il suo giro periodico intorno al Sole.
Il nome Perseidi viene da Perseo, la costellazione in cui è posto il radiante, punto da cui sembrano uscire tutte le scie. Ricordiamo che questo fenomeno comincia a manifestarsi già a fine luglio, fino a raggiungere il culmine nei giorni 12 e 13 agosto.
Con il tempo, ha preso sempre più corpo l’abitudine di guardare il cielo in queste notti e parimenti di esprimere un desiderio, ogni qualvolta che vediamo cadere “una stella”, sperando che il nostro desiderio si realizzi.
Anche questa usanza trae origini molto remote, perché c’è chi attribuisce il legame con le stelle cadenti alla definizione che Giulio Cesare nel suo “De Bello Gallico”, dava dei “desiderantes”: quei soldati che attendevano sotto le stelle il ritorno dei compagni, dispersi alla fine della battaglia. In ciascuno di loro vi era il “desiderio” di rivederli arrivare sani e salvi. Per questo rimanevano svegli durante la notte ad attenderli, guardando il cielo.
Altri hanno ricollegato l’usanza dei marinai che, ormai stanchi della navigazione, desideravano ritornare sulla terra ferma. Per far questo, dovevano necessariamente affidarsi alle stelle.
Anche noi vogliamo esprimere un desiderio, quello di poter avere al più presto un nuovo appuntamento con Carmen Castiello, mentre, se volete, ci rivedremo, il 22 agosto, sempre presso il Teatro Romano, dove assisteremo, allo spettacolo ”Rosso Vanvitelliano”.
Buon Ferragosto a tutti!
Maria Varricchio

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