Con l’esecuzione di arie meno note, il galà verdiano dell’Ofb ha comunque galvanizzato il pubblico

Placatasi l’inclemenza del tempo e asciugate le pozzanghere d’acqua  sul palco, il concerto é iniziato alle ore 21,30, così come stabilito dal programma.
Abbiamo assistito alla  penultima esibizione  della Stagione dell’OFb, che ha reso omaggio al più grande maestro della musica italiana  di  tutti i tempi: Giuseppe Verdi.
Il M°  Valerio Galli, nato a Viareggio e diplomatosi in pianoforte e composizione, ha diretto dopo cinque anni nuovamente a Benevento, l’Orchestra Filarmonica.
Il M° Galli e l’OFb,  insieme al tenore  Angelo Villari, siciliano, diplomato al Conservatorio di Parma, ed al soprano Valentina Boi, livornese, ci hanno offerto alcuni dei brani, meno eseguiti di Verdi, meno conosciuti, ma non per questo meno belli.
Sono partiti da ”La forza del destino”, con i brani “Sinfonia“ e “ Pace mio Dio”.
Da “Un ballo in maschera”, abbiamo ascoltato “Ecco l’orrido campo”, “Teco io sto”.  Sono stati eseguiti magistralmente anche ”Sinfonia”, “Quando le sere al placido”, entrambi tratti  da “Luisa Miller”.
Non poteva mancare il Nabucco con la ” Sinfonia”, mentre di Macbeth sono stati eseguiti “Ah la paterna mano”, e “Vieni t’affretta”.
Da “Il Trovatore”. “Ah si ben mio” ed il famosissimo ”Di quella pira”, mentre è  stata scelta l’esecuzione della “Sinfonia“,  dei “Vespri Siciliani”, e, di Otello,   “Già nella notte densa”. 
La serata si è svolta con tutto il pubblico dotato di mascherina, il cui uso è stato sollecitato anche dalla madrina dell’OFB, Melania Petrillo, che, nell’elencare al pubblico le opere che sarebbero state eseguite, non ha potuto non sottolineare la grandezza del Maestro, presentando anche il cammino artistico di Verdi, dagli inizi, a Parma, fino a Parigi. 
“Seguirete la sua evoluzione: dalle prime esperienze fino all’esplosione di un vero e proprio umanesimo.  La scelta di eseguire brani meno conosciuti”, dice Petriello, “muove dalla esigenza di far conoscere il complesso mondo verdiano:  dunque un’orchestra seria, che presenta un programma serio”.
Dobbiamo concordare con la giornalista, quando ha voluto sottolineare le difficoltà che l’Orchestra ha vissuto in questo travagliato momento, di come sia stato superato e  di come siamo tutti molto contenti del risultato raggiunto.
La serata si è conclusa, con il Brindisi da ”La Traviata”, che ha mandato il pubblico, questa volta però non molto numeroso, in visibilio. Infatti, nonostante il Teatro Romano, non fosse pieno, vi è stata una grossa partecipazione da parte del pubblico, che ha assistito al concerto, accompagnando i musicisti con il battito delle mani, trascinati dall’allegria delle note. 
Maria Varricchio

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