La reumatologia al “Rummo”, una eccellenza nazionale

Il dott. Mario Nicola Vittorio Ferrante

I servizi di reumatologia sono uno dei  fiori all’occhiello dell’Ospedale “Rummo” di Benevento, “tanto da essere riferimento di una utenza  che travalica l’ambito territoriale di riferimento”,  è scritto nel comunicato dell’ospedale.  Se ne è parlato in una conferenza stampa convocata  dalla “S.Pio”, l’Azienda ospedaliera che comprende il “Rummo” e il ”Sant’Alfonso Maria de’ Liguori” di Sant’Agata de’ Goti.
Sono intervenuti l’Arch. Maria Velotti, presidente dell’Associazione provinciale malati reumatici Amare Pro Bene, e la dott.ssa Maria Grazia Ferrucci, direttore f.f. della U.O.C. di Reumatologia, dopo una introduzione di rito del  Dott. Mario Nicola Vittorio Ferrante, direttore dell’Azienda “S.Pio” .
L’arch. Velotti ha annunciato l’apertura, in tempi migliori, ma comunque non lontani, di un punto di riferimento dei malati  reumatici, che sarà gestito dall’Associazione,  tenuto conto che questa malattia è cronica, per cui le remissioni, lungi dall’essere considerate guarigioni, sono solo un momento nel quale queste patologie vengono messe a tacere.
L’intervento della dott.ssa Ferrucci, succeduta, nella guida del reparto al dott. Stefano Stisi, destinatario di riconoscimenti da parte di Ferrante poiché l’ospedale ha ancora bisogno di lui, ha spaziato su tutte le manifestazioni della malattia reumatica e sull’uso del tocilizumab, un anticorpo mononucleare umanizzato, sviluppato dalle case farmaceutiche Hoffmann-La Roche e Chugal, divenuto noto per le terapie sperimentali anticovid.
“Questo incontro penso tranquillizzi i nostri pazienti dopo la pandemia che ha destabilizzato la Reumatologia ma anche i pazienti fino all’inizio di maggio quando abbiamo avuto l’ok a riprendere l’attività ordinaria con il sostegno del direttore Ferrante”, ha sottolineato la dott.ssa Ferrucci, la quale ha ricordato: “Noi in Campania rappresentiamo un centro di eccellenza, rispetto ai servizi territoriali e alle piccole realtà reumatologiche presenti in altri ospedali. Quindi, noi dovevamo modificare la nostra attività di assistenza, nel senso che avremmo dovuto allestire ambulatori superspecialistici, proprio perché l’offerta doveva essere più alta. Abbiamo, pertanto, ambulatori dedicati per patologie complesse”.
In questi ambulatori, spiccano, tra quelli di cui siamo riusciti a percepire il termine tecnico della branca, l’ambulatorio  del Dolore, delle Artriti e della Reumatologia interventistica. Quest’ultima,  grazie al direttore Ferrante,  può essere effettuata in un ambiente protetto, sterile, perché vengono fatte le biopsie, le artrocentesi e le infiltrazioni, che sono molto utili a scopo diagnostico, ma anche terapeutico.
“Abbiamo l’ambulatorio congiunto, multidisciplinare, per la gestione del paziente con malattia psoriasica complessa, come congiuntamente più specialisti valutano il paziente. Siamo i primi in Italia”, ha affermato con orgoglio la dott.ssa Ferrucci, “anche perché l’ambulatorio è stato istituzionalizzato 4 anni fa, e tuttora, anche nella realtà universitaria, siamo gli unici. Abbiamo i ricoveri ordinari, al momento allogati in oncologia, con pazienti simili ai nostri, con pazienti immunodepressi, perché, comunque, il meccanismo è lo stesso. I nostri malati, infatti, sono affetti da malattie autoimmuni, nel senso che gli autoanticorpi vanno ad attaccare gli organi interni. Quindi, i farmaci che noi utilizziamo sono molto simili ai farmaci oncologici: sono chemioterapici, sono farmaci biotecnologici. E, non a caso, noi abbiamo anche l’ambulatorio dedicato alla sorveglianza dei pazienti che effettuano la terapia con farmaci biotecnologici. Abbiamo i ricoveri in regime di day hospital. Sono day hospital prettamente terapeutici, dove i pazienti effettuano terapie di 6 ore per cicli mensili”.
Eppure, Stefano Caldoro, candidato del centro destra quale presidente della Regione, va dicendo che il “Rummo”, e quindi l’Azienda “S.Pio”,è stata depauperata dal Presidente Vincenzo De Luca, il quale, sempre secondo Caldoro, avrebbe  tenuto nascosti focolai di Covid.
Per il futuro, l’ambizione della Ferrucci “è quella di migliorare l’offerta, perché, essendo una unità operativa complessa, dobbiamo anche migliorare la qualità e l’indice di attrazione extra provincia e extra regione, dobbiamo collaborare con le associazioni di pazienti, in quanto la sensibilizzazione, l’informazione, la conoscenza ci permettono di fare diagnosi precoci, intervenendo con farmaci incisivi. Noi parliamo di una popolazione giovane che è affetta da malattie reumatiche”.
Secondo lei, è sbagliato pensare che un reparto di reumatologia in generale curi i dolori, l’artrosi, l’osteoporosi, malattie che comunque hanno una loro dignità, “ma, in realtà, gran parte dei nostri pazienti sono giovani, donne in età fertile, bambini, uomini che sono inseriti nel contesto lavorativo, sicché una diagnosi precoce, con un intervento terapeutico incisivo, oggi è possibile, grazie all’uso di farmaci biotecnologici e alla personalizzazione della terapia, per integrare questi pazienti nell’ambiente di lavoro, riducendo i costi diretti e indiretti legati alla patologia”.
Poiché la dott.ssa Ferrucci aveva detto che il suo reparto cura, con farmaci biotecnologici, anche la psoriasi, patologia che è anche provocata da malattia delle articolazioni, dal momento che sedi di lesioni cutanee sono anche i gomiti e le ginocchia, chi scrive, essendo (stato) malato di psoriasi, ha posto una domanda che, per il modo come si è evoluta in lui la malattia, potrebbe essere interessante per medici e per coloro, le cui lesioni cutanee, quando sono seminudi sulle spiagge, suscitano repulsioni in chi non conosce la psoriasi, la manifestazione di lesioni cutanee che i Romani consideravano malattia della salute.
Dunque, chi scrive ha detto: All’età di 38 anni sono comparse lesioni psoriasiche sul cuoio capelluto, lesioni che poi si sono diffuse sulla cute, fino ad interessare, quando ero cinquantenne, più del 50% del manto cutaneo.
Allora, non erano stati creati i farmaci biologici, cui chi scrive, comunque, successivamente, non ha fatto ricorso, poiché, gli dicevano all’Idi (Istituto Dermopatico dell’Immacolata), questa terapia richiede il ricovero. Così, ha pensato di attenuare le lesioni cutanee con l’uso di pomate, il ricorso all’elioterapia, molto efficace, e alla del tutto inefficace fototerapia, rassegnandosi, come gli  dicevano all’Idi, a convivere con la malattia.
Però, chi scrive ha detto ancora alla dott.sa Ferrucci: “Dopo quasi quarant’anni, da quando si è manifestata la malattia, da qualche anno la psoriasi è in remissione, e attualmente, salvo qualche lesione trascurabile, è del tutto scomparsa. Lei, dott.ssa, a cosa pensa sia dovuta la remissione?”.
“La psoriasi è una malattia autoimmune. Ci sono pazienti che hanno una psoriasi importante e che, anche sotto terapia, hanno delle recrudescenze. Ma sono frequenti anche le remissioni”.
“Qualche medico mi ha detto che la remissione è dovuto al calo fisiologico del metabolismo, nel senso che si è ristabilito l’equilibrio del ricambio cellulare”.
La dott.ssa Ferrucci, escluso che la remissione sia ascrivibile al calo del metabolismo, mi ha detto: “Comunque, noi  siamo a disposizione nell’ambito di quel laboratorio di cui ho parlato prima”, un invito, questo, che chi scrive non  accoglierà, perché pensa di non avere bisogno di un intervento terapeutico. 
Giuseppe Di Gioia

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