Verità e menzogna alla “resa dei conti”

Dopo aver corroso e devastato il vissuto storico, etico-politico e giuridico del basamento civile e sociale dell’Occidente, la “resa dei conti” tra Verità e menzogna raggiunge, ora, la radice stessa della cultura. Il canone della “libertà di pensiero e di parola” subisce l’attacco della prepotenza totalitaria e la stessa democrazia in disfacimento rinnega la motivazione del suo esserci: la comunicazione dialogica e la competizione linguistica tra le persone.
Infatti è divenuto pericoloso manifestare, oggi, un’opinione contraria a quella diffusa nella spettacolarizzazione mediatica: viene censurata ed esposta al terrorismo intellettuale, eredità pesantissima del marxismo-leninismo, penetrata fin nelle viscere del pensiero e della parola di questa incrudelita postmodernità.
Dagli anni sessanta si è smossa una frana ¬̶  la rivoluzione sessuale, la contraccezione e il declino della vocazione materna e della missione paterna  ̶   che ha rotto l’equilibrio tra Fede e Ragione, travolto l’eredità storica della Civiltà occidentale e del Cristianesimo, ha sfasciato, da noi nel 1968, la famiglia con il divorzio e, nel triste maggio 1978, durante i 55 giorni di Aldo Moro nella prigione brigatista, ha consegnato all’annientamento la vita nascente  ̶   la crocifissione degli innocenti  ̶  realizzando il programma rivoluzionario ateistico che agli inizi degli anni venti il comunismo sovietico aveva introdotto con la violenza sterminatrice del genocidio. L’ideologia autoritaria e fanatica del progressismo, con il dominio globale del pensiero unico, avanza inesorabile nei luoghi privilegiati dei poteri mondiali e penetra nella pluralità dei dinamismi civili, sociali, culturali e perfino religiosi. I “segni di contraddizione” che ancora resistono nel dibattito culturale e nell’agone politico, sempre più indeboliti ed emarginati, vengono assorbiti e dissolti; controllato e isolato il dissenso, la PASSIONE vitale dell’autonomia della coscienza personale e delle voci libere, che restano nella società aperta, si rifugia ormai in un “piccolo resto”, carico di coraggio, di speranza apocalittica e di fede escatologica.
Una egemonia unica, compatta, anonima si è impadronita dell’architettura e del divenire delle cose e del mondo e prepara gli scenari della bestialità e del terrore. 
In questi giorni, da noi, il Senato e la Camera, mentre ancora imperversa il Covid-19, e viene confermata l’emergenza sanitaria, si preparano a ridefinire “diritti” in contraddizione aperta con “l’identità umana, la famiglia umana, l’educazione umana” che, nella storia di duemila anni, hanno generato e guidato la civilizzazione mondiale.
La proposta legislativa “contro l’omofobia” pretende di estendere i crimini d’odio anche alla cosiddetta “identità di genere”. Si sostituisce così l’identità basata sul sesso biologico con una identità basata sul “genere dichiarato”. Non si nasce maschio o femmina, lo si diventa. 
Verrebbero sprofondati in una radicale e rovinosa ristrutturazione dell’esistenza i processi formativi dell’infanzia, della pubertà, dell’adolescenza, precipitando la sessualità bipolare in una disastrosa scomposizione. La dissoluzione delle condizioni, già dissestate, della procreazione porterà a tragico compimento la linea pseudo-scientifica che, avviata nell’ottocento dal darwinismo, conduce alla completa “animalizzazione” antropologica. E con il rifiuto del progetto perfetto del dono della vita, insito nella legge naturale, sarà strappato all’orizzonte dell’amore fedele e fecondo della coppia eterosessuale il miracolo e la bellezza della nuova vita.
Si potrà affermare ancora, nella comunicazione pubblica, che la famiglia è solo quella naturale, costituita tra uomo e donna, che la sessualità è quella tra maschio e femmina, che l’omosessualità costituisce un disordine oggettivo? 
Lo “spirito del mondo”, orgogliosamente trionfante, non può tollerarlo.
Sepolta la libertà, resterà il Pensiero Unico Mondiale con una sola religione, con una sola politica, con un solo dominio.
Ed eccoci al confronto radicale e definitivo: tutta la menzogna si misura ora con protervia contro la Verità tutta intera: Dio e mammona, Divinizzazione e animalizzazione, il Grano e la zizzania!
Ma la coscienza, illuminata nell’ultimo Avvertimento che si avvicina, se vuole, può invocare, con la mente e con il cuore liberati dall’inganno e dalla corruzione e purificati dal pentimento e dal perdono, la potenza del discernimento e rintracciare il percorso e lo splendore della Verità della Libertà dell’Amore!
Davide Nava

2 thoughts on “Verità e menzogna alla “resa dei conti”

  • 18 Luglio 2020 in 15:46
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    Nella Genesi si legge, a proposito della creazione di Adamo ed Eva, due volte che Dio creò maschio e femmina, maschio e femmina li creò, come voler sottolineare ciò che il Creatore sapeva che sarebbe successo quello che oggi stiamo dolorosamente vivendo. Il vero credente deve invocare l’intervento di tutto il Paradiso perché non venga approvata la legge che prevede la distruzione psicologica dell’umanità.

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  • 20 Luglio 2020 in 09:18
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    Questo articolo è scritto, come tanti altri, in uno stile alto e travolgente, segno di un animo colto, convinto ed appassionato. Ma il momento storico è più o meno quello di Gesù di fronte a Pilato, il quale, dopo avergli chiesto “quid est veritas”? Che cos’è la verità? non attese la risposta, perché Gesù aveva già detto che la verità era la sua parola, intendendo non questa o quella parola, ma tutte le sue parole. Oggi neppure in chiesa tutte le sue parole si ascoltano più. E’ colpa della Chiesa o del mondo in cui viviamo; o di nessuno? Io non lo so. Ma invidio Davide Nava che lo sa. Per questo gli sono tanto, ma tanto amico!

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