Amedeo Ceniccola: Sannio-Falanghina, un’altra occasione sprecata

Apprendo dalla stampa che i “Signori del Vino” si sono  riuniti a Siena sotto la bandiera dell’associazione Città del Vino ed hanno espresso vivo compiacimento “… per  i risultati ottenuti da Sannio Falanghina Città europea del vino 2019”.
Per farla breve, possiamo dire che i nostri Signori del Vino, coloro  che una vigna sicuramente l’hanno vista solamente in cartolina (o la domenica mattina),  sono molto soddisfatti per  come sono stati spesi i 500 mila euro dei contribuenti (messi a disposizione dal Governatore De Luca) e per la “svolta epocale” realizzata nel Sannio che ha completamente cambiato la vita dei nostri zappatori-vignaioli dopo essere stati “…sotto i riflettori per un anno grazie a Sannio Falanghina Città Europea del Vino 2019”.
Se non ci fosse da piangere ci sarebbe solo da ridere!
E allora, poiché a mio parere il metro del giudizio sulla azione politica è sempre quello del bilancio sociale ed economico, da figlio di zappatori che hanno tirato a campare coltivando la vite, sono costretto a prendere nuovamente carta e penna per dare a ciascuno il suo e ricordare ai nostri “Signori del Vino” che i viticoltori vivono un disagio esistenziale ai limiti della sopportazione per la cronica bassa redditività che spesso  non riesce a coprire nemmeno i costi  per coltivare  una vigna (con la preziosa uva Falanghina che, lo scorso anno,  è stata pagata  40-60 centesimi di euro al chilo e con il valore dei terreni vitati nel Sannio che diminuisce ogni giorno di  più (ammesso che si trovi ancora qualcuno disposto a comprarli).
A tal proposito, non posso non ricordare che  avevo chiesto di utilizzare questo “anno magico” del Sannio Falanghina per  dare una scossa al sistema  ed arrivare a strutturare  anche in Campania  un’agricoltura “contrattualizzata” al fine di garantire un reddito accettabile ai nostri zappatori (un accordo di filiera inteso come un  contratto di trasparenza) ma tutti hanno fatto finta di non sentire e di  non capire.
Avevamo proposto di utilizzare una parte dei soldi disponibili per realizzare una “Wine Town” e regalare ai visitatori un’esperienza plurisensoriale tra cultura, arte e ospitalità, nel nome di Bacco con la disponibilità a stipulare un comodato d’uso gratuito dell’immobile già sede del Museo del Vino (MuBac) e della Rassegna d’Arte Moderna Permanente dedicata a Bacco (BacArt) per concretizzare tale idea in tempi brevi ma tutti hanno fatto finta di non capire e di non sentire.
Avevamo proposto di realizzare la  “Città di Bacco” nel cuore del  Sannio, intesa come un parco tematizzato dedicato al vino dove poter accogliere gli “enoturisti”  ma tutti si sono girati dall’altra parte per non sentire e non capire.
Infine, avevamo proposto di istituire la “Via della Falanghina” per farla diventare un progetto “straordinario” di marketing territoriale a costo zero ma tutti hanno fatto orecchie da mercante, ad eccezione dell’On. Fulvio Martusciello e della Sen. Sandra Lonardo che hanno manifestato un pubblico e vivo interesse.
Nel frattempo, ben 583 giovani sanniti altamente qualificati nell’anno 2018 sono stati costretti ad andare via per trovare un lavoro (100 in più rispetto al 2017) ed il Sannio  ha conquistato, nell’anno 2019, la maglia nera nazionale per la disoccupazione giovanile.
Qualcuno faccia sapere tutto ciò ai nostri “Signori del Vino” dell’associazione Città del Vino con sede nella bella città di Siena.
Amedeo Ceniccola
Ex Sindaco di Guardia Sanframondi
Fondatore della  “ Casa di Bacco”                                                                       

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