Padre Pio e Giovanni Paolo, nel trentesimo anniversario della visita a Benevento del Papa polacco

Il 18 maggio scorso ricorreva il centenario della nascita di Giovanni Paolo II: Wadowice, nella Polonia meridionale, 1920. Ordinato sacerdote il primo novembre 1946 dal card. Adam Stefan Sapieha. Nominato vescovo ausiliare di Cracovia da Pio XII il 4 luglio 1948 e consacrato il 28 settembre dello stesso anno dall’arcivescovo Eugeniusz Baziak, di cui divenne successore il 13 gennaio 1964 per volontà di Paolo VI, che lo creò cardinale il 26 giugno 1967. Eletto Papa il 16 ottobre 1978. Morto il 2 aprile 2005, vigilia della festa della Divina Misericordia. Beatificato da Benedetto XVI il primo maggio 2011 e canonizzato da Francesco il 27 aprile 2014.
In questi giorni e precisamente il 2 luglio 2020 ricorre anche il trentesimo anniversario della visita pastorale che Papa Wojtyla fece a Benevento, già città pontificia per 800 anni.
Un evento indimenticabile segnato dalla venerazione all’immagine della Madonna delle Grazie, dall’incontro con sacerdoti e religiosi in Cattedrale dove ricordò la gloriosa figura del martire beneventano San Benedetto, evangelizzatore della Polonia, dall’inaugurazione del nuovo Seminario oggi chiuso, dall’incontro con ammalati e operatori sanitari nella palestra del Seminario, con i giovani nel Palasannio e la Celebrazione Eucaristica conclusiva nello Stadio Santa Colomba. Undici ore di intense ed indimenticabili emozioni.
Ma il legame più forte tra il Sannio ed il pontefice polacco emerge nell’intensa amicizia spirituale con San Pio da Pietrelcina che Giovanni Paolo II ha beatificato il 2 maggio 1999 e canonizzato il 16 giugno 2002 in Piazza San Pietro.
Don Karol Wojtyla incontrò Padre Pio nell’aprile del 1948 a San Giovanni Rotondo. All’inizio di aprile, durante la chiusura, per le vacanze di Pasqua, dell’Angelicum, la Pontificia Università “San Tommaso d’Aquino”, dove il ventottenne sacerdote polacco studiava per conseguire il dottorato in teologia. Il futuro papa aveva sentito parlare di Padre Pio proprio a Roma, quando frequentava il Collegio Romano per ascoltare le conferenze di teologia che vi si svolgevano. Qui aveva conosciuto la figlia spirituale di Padre Pio, la marchesa Giovanna Rizzani e la sua amica Margherita Hamilton. Il sacerdote polacco rimase attratto dai racconti sul Frate, anche perché stava preparando la tesi dottorale sul grande mistico San Giovanni della Croce. Con queste due donne ed il professor Enrico Medi, deputato all’Assemblea Costituente, salì al Gargano, portando con sé anche un compagno di studi, il seminarista di Cracovia Stanislaw Starowieyski, con cui aveva lasciato la Polonia per giungere in Italia nel novembre del 1946. Dimorarono presso la pensione di Maria Basilio, di fronte al convento. Tra Wojtyla e Padre Pio ci furono almeno due incontri: il primo di sera, il secondo la mattina seguente. Nel secondo giorno il gruppo giunto da Roma partecipò alla Messa dello Stimmatizzato sannita. Poi don Karol, in sagrestia, si inginocchiò dinanzi al Frate per l’assoluzione. I due ebbero anche un nuovo colloquio al di fuori del sacramento della Confessione. In questo dialogo, il Cappuccino rivelò al sacerdote di Wadowice una sua esperienza mistica, nascosta persino al suo direttore spirituale e al suo confessore. Don Karol chiese quale delle sue piaghe fosse più dolorosa, pensando a quella del costato, invece il Padre cappuccino gli confidò: “Mi fa più male quella della spalla, di cui nessuno sa e che non è neppure curata”. Poi Padre Pio disse al sacerdote polacco: “Tu sarai papa, ma vi sarà sangue e violenza”. Testimoni: l’on. Enrico Medi, la marchesa Rizzani e la sua amica Hamilton. Profezia che ha trovato puntuale realizzazione nella elezione a pontefice del 16 ottobre del 1978 e nell’attentato di Alì Agca del 13 maggio 1981 in Piazza San Pietro.
Padre Pio si era scelto con largo anticipo il Pontefice destinato a beatificarlo e canonizzarlo.
Ora nell’abbraccio amicale dell’Eternità in Dio, affacciati alla finestra del Cielo, continuano a vegliare sul tortuoso cammino della Chiesa.
Davvero nei progetti sapientissimi di Dio, per ragioni storiche e spirituali, Benevento si trova sempre al centro di eventi straordinari che la semplice riflessione umana non può comprendere.
Mons. Pasquale Maria Mainolfi

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