Conferenza stampa del S.Pio. Ferrante: “la Confindustria ci ha donato 350.000 euro”; Liverini: “un contributo per favorire la ripresa”; Vigorito evoca che Guevara: “non facciamo mai un passo indietro, nemmeno per prendere la rincorsa”

Terminata la pandemia, almeno nell’ospedale “Rummo”, ma anche nelle altre strutture sanitarie del Sannio, il dott. Mario Nicola Vittorio Ferrante, direttore generale dell’azienda sanitaria “S.Pio”, di cui il “Rummo” fa parte, ha tenuto, la mattina del 24 giugno, una conferenza stampa, per spiegare come la struttura da lui diretta, debellato il coronavirus, sia da una settimana covid esente.
Lo ha fatto in compagnia del patron del Benevento Calcio, l’avv. Oreste Vigorito; del presidente provinciale  della Confindustria, il dott. Filippo Liverini; del presidente dell’Ance, l’arch. Mario Ferraro Costoro hanno contributo nel  dotare l’ospedale di quanto necessario  per rendere la terapia  efficace e risolutiva verso i pazienti.
Ferrante ha riferito che 17 imprese hanno dato il loro contributo, grazie al quale l’ospedale ha potuto disporre di 350.000 euro, un sostegno straordinario che ha reso più eccellente una struttura, già di livello nazionale.
Abbiamo potuto, in questo, fare un passo di qualità, ha sottolineato Ferrante, nel noleggiare un robot che ci ha consentito di poter sanificare, in tempo reale, in 15 minuti, gli ambienti dell’ospedale, tra i quali Pronto soccorso e sale operatorie. Il robot ha consentito, quindi, al personale dell’ospedale di poter intervenire nell’opera di sanificazione, ogni qual volta giungeva in ospedale un sospetto paziente da Covid-19, sicché dopo poco tempo gli ambienti divenivano sterili, evitando il blocco delle attività.
Con il contributo della Confindustria, l’ospedale, ha riferito Ferrante, ha potuto disporre di tamponi e dei contenitori per il loro trasporto; dei reagenti per l’effettuazione dei test rapidi; di termometri; di flussimetri per i caschi di respirazione; di attrezzature per l’attività di assistenza, di un cospicuo numero di mascherine fp2 e fp3; di tute; di camici; di calzari e di guanti.
 “Noi, insomma”, ha precisato Ferrante, “abbiamo avuto in dono un ventaglio di opportunità, per cui questa solidarietà, è servita a darci una mano, in aggiunta a ciò che ci ha fornito la Regione. Questo ci ha consentito di muoverci in anticipo, perché poi quando c’è l’abbondanza di tutto, si è avvantaggiati. Solo abbondare nel mangiare è pericoloso”.
Ma Ferrante, per dare il senso di quanto fosse stata generosa la Confindustria, ha detto che la sua propensione nel donare “coglieva di sorpresa la nostra rigidità nel voler registrare le offerte di denaro perché il tutto venisse rendicontato, nella trasparenza assoluta”.
Ferrante infine ha proposto un accordo tra pubblico e privato,per far sì che una tale sinergia portasse più rapidamente alla realizzazione dei nostri progetti, anche nell’attingere risorse ai fondi europei. 
Liverini ha poi ricordato che l’idea di supportare l’ospedale per renderlo più efficiente nell’affrontare il Covid-19 è nata, agli inizi di marzo, anche su pressione del vice presidente della Confindustria, Domenico Abbatiello, imprenditore di Bella Molisana. Tutti, in Confindustria, eravamo convinti, nel soccorrere l’ospedale, di rispettare una prassi amministrativa giusta, ha inteso puntualizzare Liverini,  ma Abbatiello era convinto un po’ di più nel dire: “dobbiamo fare presto, velocizzare le procedure per concretizzare il nostro sostegno in favore del nostro territorio”.
“Abbiamo così pensato di convincere i nostri associati nell’intervenire in questa gara di solidarietà”, ha precisato Liverini. “Ci siamo dati da fare, nell’approntare una lista, banalmente come quelle delle nozze, per indirizzare i regali ad ogni presidio ospedaliero, e valutare come ogni azienda potesse intervenire. E’  stato certamente un segnale importante da parte di Confindustria, convinta che in situazioni di necessità bisogna unirsi. A valle di questo periodo Covid, che ancora non è passato, dobbiamo fare alcune considerazioni:  “Noi, come area interna, qual è la provincia di Benevento, possiamo trarre un po’ di beneficio, in termini di ritorno turistico, ma anche come investimenti da parte di partner esterni. La nostra è una provincia piccola, ma sana, dove le relazioni umane esistono veramente. Sono convinto, quindi, che da questa situazione, la provincia di Benevento possa trarre enorme vantaggio”.
Liverini ha condiviso la proposta di Ferrante relativa ad un accordo tra pubblico e privato, che dovrà essere sostenuto dalle istituzioni e dalla deputazione parlamentare, in una grossa azione unitaria.
“Questo va fatto”, ha sostenuto Liverini, “per dare un esempio al resto d’Italia, perché Benevento è  un po’ dimenticata nell’immaginario collettivo. A risollevarla, ci ha pensato Oreste Vigorito, con la sua capacità imprenditoriale, nel settore dello sport”.
Oreste Vigorito, di cui il factotum amministrativo di Confindustria aveva decantato, in precedenza, le capacità imprenditoriali nel portare la squadra di calcio agli attuali livelli, ha provveduto subito a ringraziare, anche a nome della squadra, per i riconoscimenti che gli sono stati tributati, quelli di aver di nuovo portato il Benevento calcio in serie A e di aver battuto tutti i record, “un traguardo che  consente alla città di essere conosciuta ovunque, data anche l’incidenza tra squadra e città. Ma, quando l’altra volta  siamo andati in serie A, siamo pure finiti alla ribalta della cronaca, avendo perduto 14 partire di fila”. Vigorito poi si è lasciato anche andare anche in battute ironiche, allorché, rispondendo a Ferrante che aveva prospettato una vicinanza dell’ospedale alla squadra, ha detto che, in questo caso, dovrebbe approntare due squadre: “lasciamo che la squadra sia vicina all’ospedale”.
Assunta la dimensione di serietà, Vigorito, quindi, ha trasmesso l’amore per il calcio. Lui ritiene che questa disciplina sportiva “sia un grande veicolo di comunicazione e di socializzazione”, ed ha aggiunto: “ho sempre cercato, nel mio piccolo e nelle mie apparizioni,  di trasferire ai ragazzi della prima squadra un amore per questa città, in quanto sono convinto che il calcio è soprattutto amore. Se non c’è amore non c’è passione, e la passione è qualcosa che ti fa andare sempre oltre l’ostacolo”.
Poi, ha ricordato: “Noi siamo partiti oltre 15 anni fa in una città che amava altri sport e meno il calcio, per la verità. Sono felice di vedere lo stadio, dove, dai 250 spettatori, quando ho assunto la guida della squadra, siamo arrivati ai 20.000 dell’ultima partita. Credo che questo sia un motivo di orgoglio non tanto per me, come presidente, ma per una città che ha scoperto il calcio. In 15 anni abbiano vinto 5 campionati, di cui uno rubato da altri. Ci è stata anche una retrocessione, purtroppo. Ma le retrocessioni non devono mai far paura perché, se retrocedi, significa che sei arrivato. Quindi, qualcosa, l’avevi fatta prima”.
Successivamente, Vigorito ha rassicurato: “Noi dobbiamo migliorare, come società, come sport, ma dobbiamo migliorare soprattutto nel rapporto che abbiamo tra di noi. Io credo che se alla base dei nostri rapporti mettiamo questo valore, allora nulla sarà impossibile, né la permanenza in A, né riprendere da dove il Covid ci ha fermati. Ma io non credo che ci abbia fermati, ci ha soltanto sgambettati. Io vedo quello che è successo a me: Io, a Napoli, ho rivisto il mare pulito. Qui, in provincia Benevento, dove ho alcune proprietà, ho rivisto la natura sbocciare. Io credo che noi dobbiamo riflettere sul fatto che c’è stato qualcosa nella vita di questo mondo meraviglioso che ha approfittato di un evento negativo per risorgere un’altra volta”.
Il suo monito: “Bisogna fare attenzione a non ripetere gli errori del passato, a non sentirsi sconfitti perché il nostro fatturato è un po’ calato, a non sentirsi sconfitti perché abbiamo perso qualche amico, a non sentirci sconfitti perché non siamo più liberi di circolare. Non c’è una cosa che capiti nella vita per caso. Se è capitato questo, forse non lo meritavamo, o forse lo meritavamo. E, comunque, averlo meritarlo o non averlo meritarlo, deve essere una spinta per fare quello che diceva Che Guevara: “Non facciamo mai un passo indietro, nemmeno per prendere la rincorsa””.
Poi, infine, giunto il momento dei riconoscimenti, il presidente Liverini ha offerto a Ferrante l’effige della Confindustria, rappresentata dall’aquila, mentre ai 15  imprenditori presenti, distintisi in atti di donazione,  è stata consegnata una targa. Quella  assegnata a Vigorito reca il simbolo della squadra, che i calciatori espongono sulla maglietta.
Giuseppe Di Gioia

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