Lettera aperta all’On. Matteo Salvini

Il dottor Amedeo Ceniccola, presidente del Circolo”Bettino Craxi” di Benevento, pur esprimendo solidarietà al leader della Lega per i retroscena giudiziari che stanno emergendo in questi giorni, ricorda però al senatore Salvini che l’uso politico della giustizia parte da lontano…

Egregio On. Matteo Salvini,
scrivo a caldo dopo aver letto la Sua intervista pubblicata oggi  in cui denuncia “l’uso politico della giustizia” e mi consenta di farLe notare che “la mancanza di prese di posizione a suo favore” nasce, sicuramente, da un risentimento diffuso nei confronti di chi, negli anni scorsi, ha cavalcato e goduto (anche elettoralmente) di una magistratura politicizzata che ha fatto piazza pulita di un’intera classe dirigente per spianare la strada ai cosiddetti “rivoluzionari dalle mani pulite” che nel corso di questi ultimi 30 anni si sono alternati al Governo e hanno portato il nostro Paese al declino. Gli “indecenti” che oggi restano in silenzio ricordano ancora quel Consigliere Comunale di Milano che andava ad attaccare  i manifesti dal titolo “Craxi via” per non farsi infettare da “un corrotto e un latitante”.
Per darle un po’ di materiale su cui riflettere prima di esprimere giudizi sul comportamento altrui, mi consenta di ricordarLe quello che scrisse l’ex Presidente dell’Eni, Gabriele Cagliari, nella sua lettera di addio (prima di infilare la testa in un sacchetto di plastica) e che, sicuramente, il Presidente Bettino Craxi  aveva letto centinaia di volte prima di scegliere la via dolorosa dell’esilio: “Ci trattano veramente come non-persone, come cani ricacciati ogni volta al canile… Siamo cani in un canile dal quale ogni procuratore può prelevarci per fare la sua brava esercitazione e dimostrazione che è più bravo o più severo di quello che aveva fatto un’analoga esercitazione alcuni giorni prima, o alcune ore prima… Stanno distruggendo le basi di fondo e la stessa cultura del diritto, stanno percorrendo irrevocabilmente la strada che porta al loro Stato autoritario… Io non ci voglio essere”. A quella lettera Lei rispose con il… silenzio e l’indifferenza!  
E non posso nascondere che nel leggere la Sua intervista mi sono passati davanti agli occhi tutte le angherie inflitte a tantissimi innocenti finiti nel tritacarne di quella falsa rivoluzione fatta passare sotto il nome di “Mani Pulite”.        
Alcuni nomi, che coincidono con altrettanti processi, trascinatisi per anni  a carico di personaggi accusati di reati infamanti dai quali sono stati assolti, dovrebbero essere noti anche a Lei. Vale la pena ricordare quelli di Andreotti, Mannino, Musetto, Tabacci, gli ex ministri Darida, Andò, Mancini, Gaspari, Pomicino, Scotti, l’ex sindaco Tognoli, gli ex deputati Turi Lombardo, Sisinio Zito, Francesco Colucci Darida, Lega, Matarrese, Baruffi, Pujia, Sanza, Ravaglioli, Gamberale, Nobili, Mastella e tanti altri. Non tutti possono raccontare il calvario patito. Per i deputati Moroni e Mensorio, Binetti, Leccisi, Nicolosi, Sbardella, per il ministro Goria, per  Cagliari, per Amorose, per Franchi, per decine di suicidi il “processo come pena” del quale parlava Carnelutti, è stato troppo lungo.
Il ricordo di tante vittime e di tanto sangue innocente versato sull’altare di quella falsa rivoluzione “del calzino rivoltato”  che anche Lei ha cavalcato (il cappio esibito dalla Lega Nord nel Parlamento non è stato mai da Lei condannato) mi provoca, ancora oggi, un vero senso di nausea e, però, non mi impedisce di esprimerLe pubblicamente la mia piena e convinta solidarietà con la speranza che anche Lei prima o poi sappia trovare la forza ed il coraggio di fare un pubblico mea culpa  per quello che è successo e le pene inflitte a tanti uomini che hanno servito il nostro Paese, non ultimo il Presidente Silvio Berlusconi. 
Dott. Amedeo Ceniccola
Presidente  Circolo “B. Craxi” Benevento

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