Regna il caos nel panorama politico provinciale

A Palazzo Mosti ed alla Rocca dei Rettori il coronavirus ha fatto strage di logicità, di appartenenze e, forse, anche di amicizie trovate lungo la strada del mandato di legislatura.
Certo è che al di là di pistolotti e lacrime di coccodrillo c’è un quadro politico caotico, un mixer pirandelliano, una interpretazione del pensiero che poco ha di kafkiano.
Parto dalla dichiarazione d’affetto esternata dal Sindaco di Benevento, politicamente parlando (quella sul piano personale era già nota da tempo), di voler sostenere il governatore uscente della Campania, lo sceriffo Vincenzino De Luca, nella prossima campagna elettorale per la elezione del nuovo Consiglio regionale. Non un’abiura all’attuale composizione di maggioranza a Palazzo Mosti, ma una presa di conoscenza da parte di Clemente Mastella dell’ostracismo leghista.
Praticamente la componente salviniana ha deciso che non sarebbe stata accettata la partecipazione tra i suoi “corridori” a Palazzo S.Lucia  di candidati che si rifacevano all’odiato ceppalonese.
Quindi un primo chiarimento c’è stato ed è stato esplicito. Il secondo è arrivato in queste ore dal Pd che tramite “la voce del padrone” (l’on. Umberto De Basso De Caro) ha sentenziato il placet alla partecipazione dei mastelliani, ma ha ribadito l’opposizione in città.
Tutto chiaro. Ora si attende solo di conoscere la data delle elezioni. E questo è un  altro problema… romano.
Quello che c’è da evidenziare è l’implosione del gruppo a palazzo di città dei “Cittadini protagonisti”. Oltre a Feleppa, eletto capogruppo alla fine dello scorso mese di gennaio, prima della valanga virus, facevano parte i consiglieri Anna Rita Russo e Adriano Reale, ammaliati dal pifferaio magico, Claudio Mosè Principe, e trascinati alla corte dell’on. Pionati. Forse quel piffero, complice il virus, si è affievolito; sta di fatto che è scomparso il Mosè, lasciando in mutande prima l’on. irpino Pionati e poi lo stesso Feleppa, rilanciato sic stantibus rebus alla gloria regionale quale responsabile campano.
Alla fine ad Angelo Feleppa è rimasto in mano solo il cerino spento, come spente sono state le idee  e le proposte che avevano attirato i tre del gruppo a lasciare la maggioranza a Palazzo Mosti. In pratica, detto stretto stretto in dialetto beneventano, “ha pers Filipp e u panar”, poiché la Russo ed il Reale sono ritornati all’ovile.
Alla Rocca continua il caos con un saliscendi tra componenti di maggioranza e opposizione. La Lega tira bordate, il Pd prima sorride a Di Maria e poi fa la faccia truce, perché il presidente ha sorriso a Mastella.
Il tutto però sotto una bandiera di Forza Italia strappata e lacerata da molti dei componenti del gruppo consiliare determinati a seguire il Clemente.
A mettere ordine tra quei banchi, dove figura ancora la senatrice Lonardo, dovrebbe essere Fulvio Martusciello quale coordinatore degli iscritti al congresso provinciale del partito. Ma F.I. ha mai celebrato un congresso territoriale nell’italiche province?
Geppino Presta  

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