Celebrazioni liturgiche: protocollo ignobile Governo – CEI

Caro Direttore,
finalmente dopo piu’ di due mesi lunedi prossimo 18 maggio saranno celebrate le messe pubbliche, argomento sul quale ho scritto diversi contributi in questi ultimi mesi, analizzando con rigore e con amarezza l’atteggiamento ignavo e vile dei Pastori, i quali hanno lasciato milioni di fedeli in tutta Italia senza sacramenti per settimane, compresa la Santa Pasqua, mai così triste, in un momento così drammatico come l’attuale emergenza sanitaria legata al Coronavirus. Purtroppo, come dice il detto degli antichi “al male non c’è limite” e, infatti, il Protocollo firmato dal Governo e dalla Cei dimostra in modo inequivocabile questa asserzione.
Sulla Nuova Bussola Quotidiana, Stefano Fontana ha commentato in modo chiaro e preciso questo accordo, che rappresenta una ferita mortale per la Santa Madre Chiesa nella sua libertà e autonomia, ormai solo un remoto ricordo, con il Concordato e gli art. 7 e 19 della Costituzione abrogati di fatto:
“Forse non ci si rende abbastanza conto che i tripudi di chi sui social sta esultando perché “finalmente si torna a Messa” sono soltanto l’altra faccia di una medaglia che nasconde un risvolto pessimo. Il 6 e il 7 maggio verranno ricordati come i giorni in cui lo Stato ha preso definitivamente possesso della Chiesa italiana, Chiesa che a sua volta gliel’ha concesso più che volentieri. Mercoledì con il primo voto parlamentare della storia italiana in cui un consesso di eletti ha votato le condizioni da imporre alla Chiesa per la celebrazione delle Messe, stracciando Concordato e Costituzione. E ieri con la sigla del protocollo tanto atteso, che evidentemente era già pronto, solo che si aspettava il via libera del Parlamento. Porta la firma del cardinale Gualtiero Bassetti, del ministro degli Interni Lamorgese e del premier Giuseppe Conte.
«Il Protocollo è frutto di una profonda collaborazione e sinergia fra il Governo, il Comitato Tecnico-Scientifico e la CEI, dove ciascuno ha fatto la propria parte con responsabilità», ha evidenziato il Cardinale Bassetti, «ribadendo l’impegno della Chiesa a contribuire al superamento della crisi in atto». Fin qui il comunicato della Cei che canta vittoria. Eppure, c’è poco da cantar vittoria. Macché Andreotti e De Gasperi, Cavour e Giolitti si rivolterebbero nella tomba pensando che oggi abbiamo uno Stato che dopo essersi preso il potere temporale ha messo becco pesantemente in quello spirituale. Certo, sarà bello tornare a Messa, ma senza mai dimenticare che se questo è stato possibile lo sarà non perché un tiranno è stato finalmente rovesciato, ma perché un governo democratico ce lo ha magnanimamente concesso e un comitato tecnoscientifico di sconosciuti nominati ci avrà gentilmente autorizzato. Bisogna andare a Diocleziano probabilmente per trovare una concessione dello Stato per celebrare Messa. Neanche lo Stato italiano appena nato negli anni ’60 dell’Ottocento, in aperto e dichiarato conflitto con la Chiesa, si era mai azzardato a metter becco in tali questioni. Sequestrava proprietà e palazzi, irrideva il papa e i vescovi, ma non diceva come distribuire la comunione. L’idea di un governo che mette il naso in sagrestia e si permette di sindacare su come i vasi sacri vadano igienizzati, dimenticando che andrebbero semmai purificati, è mostruosa del diritto canonico ed ecclesiale, in una parola: del diritto di Dio ad essere adorato anche nell’uso che si fa delle suppellettili sacre. Eppure, accadrà così.
Infatti ci si raccomanda di infilare i guanti per distribuire la comunione, ma poi non è spiegato come i guanti andranno smaltiti. Nell’indifferenziato? E che cosa ne facciamo dei frammenti di particola, che è Corpo di Cristo? Li gettiamo nel cestino? Questo non è stato considerato perché lo Stato e la Chiesa di Stato rappresentata oggi dalla Cei e dal suo presidente Gualtiero Bassetti non lo hanno esaminato. O i preti dovranno fare la purificazione dei guanti? Ma in fondo, dello Stato lo sappiamo, ma questi vescovi, ci crederanno mai? Lo stesso per i guanti che al punto 3.9 devono essere usati per le unzioni degli infermi. Verranno gettati nel cestino. Ovviamente sono questioni solo apparentemente di lana caprina, ma profanazioni, perché l’abisso tra una Chiesa che vuole servire il suo Signore e una Chiesa che invece deve obbedire a Cesare sta tutto nella differenza tra igienizzazione e purificazione: la prima è per proteggere l’uomo, la seconda è per non buttare via Dio. Alla distrazione sulla purificazione non corrisponde la distrazione sulle offerte. L’impossibilità di passare con il cestino è ben superata dall’attenzione a mettere il cestino a fondo Chiesa, non sia mai che si perda qualche euro, dopo aver disperso il corpo di Cristo.
Uscito dalla sagrestia, il naso del Governo entra nel vivo della celebrazione. Un solo cantore, nessun corista. Arriveremo che ci diranno se l’organista deve fare necessariamente  Symolum 77 oppure si può spingere anche su Bach? E che dire dei consigli da Stato etico? Si consiglia la celebrazione in streaming delle Messe, ma se proprio non potete farne a meno, queste sono le regole. 
Eppure, dal punto di vista igienico, sembra di scorgere nelle misure del protocollo, accortezze ben più stringenti di quelle che sono state imposte in questi due mesi nei supermercati dove non esistono particolari precauzioni per accedere al banco del pesce. Ma comunque, un conto è prendere con i guanti un mazzo di rapanelli, altro il Corpo di Cristo. Questo significa che buona parte di queste misure, quelle almeno non sacrileghe, potevano essere messe in campo per la fase del lockdown, garantendo così la libertà religiosa e evitando che lo Stato mettesse così pesantemente le mani nella vita della Chiesa.  Invece la libertà della Chiesa è ancora minacciata, se non altro perché il protocollo non dice nulla sul controllo. Se concessione è, questa deve essere regolamentata da un comportamento dei preti e i preti, dunque, saranno da controllare. Avremo ancora i carabinieri in chiesa a verificare che i guanti siano correttamente indossati e ciascuno stia al suo posto al banco?
Certo, se si volesse dare una lettura strictu sensu al protocollo, verrebbe quasi da dire che tante storture post conciliari se ne vanno in soffitta: le chitarre ad esempio non sono ammesse e lo scambio della pace è sospeso. In quanto alla comunione, il punto 3.4 del dispositivo dice come il sacerdote la deve distribuire (“ senza venire a contatto con le mani dei fedeli”), ma non come il fedele deve ricevere l’Ostia. Questo significa due cose: o il prete la deve lasciar cadere “a piombo” sulla mano o che il fedele si può comunicare in bocca. Non c’è spazio per interpretazioni e dato che la modalità di ricezione in bocca è la modalità della Chiesa (quella in mano è soltanto una deroga successiva), mai abolita e recentemente ribadita  e caldeggiata dal prefetto del Culto divino, il fedele può riceverla in bocca e nessuno, né il prete, né il vescovo e nemmeno la Lamorgese possono mettervi becco. E’ l’unico punto fermo di un documento che, decidendo che i Battesimi e i Matrimoni si possono fare, ma non le Confermazioni e le Prime Comunioni, per la prima volta fa delle terribili discriminazioni tra i Sacramenti. C’è poco da cantar vittoria”.
Anche su Radio Spada, la collega Rosanna Raffaelli Ghedina ha cosi esaminato l’increscioso Protocollo Governo- Cei:
“Dopo più di due mesi di stretto lock-down, rivelatosi un susseguirsi di libertà negate, di decreti definiti anticostituzionali da molti giuristi e di gravi inversioni delle verità trasmesse: rimossi – ad esempio – i video di scienziati e Nobel non allineati e imposta una gravissima censura di governo conclamata da più parti, che si dimostra come un vero pericolo antidemocratico. E la lista potrebbe allungarsi… concentriamoci sul valore aggiunto del tutto, sul furto spirituale più esclusivo e unico avvenuto nella storia. Governo e CEI in perfetto accordo hanno derubato i cattolici del culto più importante dell’anno, la Quaresima e la Pasqua, essenziale e preziosa per la salvezza eterna. 
Dopo averci lasciati ad un digiuno spirituale senza le Messe e il cibo della vita eterna, quando invece si poteva andare liberamente al supermercato e in tabaccheria, ora, al 18 maggio questa benedetta libertà di culto ci verrà restituita o, almeno, così si dice. Abbiamo già approfondito l’errore della CEI di non aver difeso la sovranità del diritto canonico, senza sottostare alle decisioni del governo. Mettiamo a bilancio che, anche per la fase 2, è stato fatto lo stesso errore. Con un risultato peggiore.  Vediamo come. Un protocollo di tre pagine con una sfilza di articoli, quando bastava una paginetta per determinare come si deve svolgere la Messa, come si preparano la Chiesa e gli officianti. Fra i tanti c’è l’art. 3.4. che è molto discutibile e stranamente è stato avvallato dalla CEI senza battere ciglio. Recita così: 3.4. “La distribuzione della Comunione avvenga dopo che il celebrante e l’eventuale ministro straordinario avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti monouso, gli stessi – indossando la mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza – abbiano cura di offrire l’ostia senza venire a contatto con le mani dei fedeli.” C’è da chiedersi preoccupati e meravigliati come mai si vuole che il sacerdote, che sull’altare è da solo e distante dal pubblico, debba mettersi la mascherina? Si sono infatti dimenticati di avvisarci che l’uso della mascherina può anche essere pericoloso, perché siamo obbligati a respirare la nostra anidride carbonica e, se portata a lungo, può provocare anche disturbi seri. Inoltre, quel che è più grave, perché s’impone al sacerdote di mettere i guanti di lattice, visto che si igienizza le mani? A cosa servono? Disastrosa decisione e imposizione che diventa un vero abominio e oltraggio a Gesù che nell’Ostia è presente con il suo vero corpo e vero sangue! Come si può pensare che sia occasione di contagio? E’ un vero atto sacrilego. Manca la fede solo a dubitarlo. La Chiesa non può inchinarsi in questo modo all’autorità laica. Dov’è la sovranità del diritto canonico? A pochi giorni dall’applicazione di questo protocollo si è acceso giustamente un preoccupato sussurro sia tra i fedeli sia tra una parte dei sacerdoti che si pongono il problema, che al di là dell’obbedienza cieca, sono preoccupati sul come comportarsi piuttosto che procurare questo oltraggio all’Eucarestia. La norma, letta bene, va interpretata comunque, garantendo il massimo rispetto all’Eucarestia e al diritto del fedele di onorarla. Quindi, porgerla anche direttamente in bocca è non toccare le mani dei fedeli, come la norma richiede? Questo andrà bene secondo le norme? In molti, se la norma non rispetterà l’Eucarestia, sono pronti a seguire la Messa senza fare la comunione in questo modo oltraggioso”.
Un sacerdote ha dato questo importante consiglio a  pochi giorni dal fatidico 18 maggio, che sancirà la definitiva separazione tra chi VORRA’ RESTARE CATTOLICO AD OGNI COSTO E CHI SI PIEGHERA’ A QUESTO IGNOBILE PROTOCOLLO FRUTTO DEL GOVERNO GIACOBINO-COMUNISTA CONTIANO, DEL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO DI COLAO (GRUPPO BILDERBERG) E DI UNA CEI COMPLETAMENTE SOTTOMESSA ALL’AUTORITA’ STATALE (NEANCHE SOTTO DIOCLEZIANO E NERONE ERA ACCDUTO CIO’): “Da alcuni messaggi e commenti ho appreso l’ansia di molti (anche di sacerdoti) riguardo alla distribuzione e ricezione della Santa Comunione. Dopo essermi consultato con il Prefetto del Culto Divino e alcuni officiali di diversi dicasteri vaticani, posso dirvi quanto segue:
• è assolutamente un abuso ricevere la Santa Comunione sulle mani; addirittura distribuirla da parte dei sacerdoti con guanti monouso e farla cadere su altri guanti monouso, implica un moltiplicarsi di sacrilegi poiché va ricordato sia ai sacerdoti sia ai fedeli che ogni frammento dell’Eucaristia è Corpo di Cristo;
• per non esser complici di questo abuso e sacrilegio (basti pensare a che fine faranno i guanti monouso usati per distribuire ma soprattutto per ricevere l’Eucaristia), è vivamente consigliato, qualora il sacerdote costringesse i fedeli a comunicarsi in tal modo, optare per la Comunione spirituale, pratica largamente consigliata dalla Chiesa e da una miriade di Santi;
• è assolutamente vietato comunicarsi due o tre o più volte al giorno. Da diritto canonico si può fare una sola comunione al giorno e solo in casi eccezionalissimi si può accedere alla seconda Comunione (sempre con il permesso del parroco), anche se sarebbe meglio sempre farne una sola. Questo è importante ribadirlo, anche perché bisogna capire che dobbiamo vivere in grazia di Dio e non fare la scorpacciata quotidiana di Comunioni;
• è precetto della Chiesa comunicarsi almeno una volta all’anno a Pasqua (precetto pasquale connesso alla Santa Confessione). Tale precetto va assolto di norma dal Giovedì Santo a Pentecoste, e qualora fosse stato impedito, appena possibile;
• è assolutamente vietato da parte dei sacerdoti porre una patena dinanzi all’altare per permettere ai fedeli di comunicarsi self-service (fai da te), così come accade in tante chiese ma in particolare è accaduto sabato scorso in Santo Spirito in Sassia (Roma) vicino al Vaticano”.
Mi auguro per il bene della Chiesa Cattolica che molti sacerdoti seguano l’esempio dei Santi Martiri della Santa Chiesa Cattolica di sempre, disposti a subire sanzioni penali (non certo di essere dati in pasto ai leoni), pur di non TRADIRE CRISTO E LA SUA SANTA REGALITA’ e di COMMETTERE IL TURPE PECCATO CONTRO LO SPIRITO SANTO, PROFANANDO IL CORPO SANTISSIMO DI CRISTO CON I GUANTI,  come disse Nostro Signore ai suoi discepoli “Io vi dico: Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio. Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato. Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».
Con stima
Gianluca Martone 

One thought on “Celebrazioni liturgiche: protocollo ignobile Governo – CEI

  • 16 Maggio 2020 in 00:22
    Permalink

    CHE DIO TI BENEDICA E LA MADONNA TI PROTEGGA !!!

    Rispondi

Rispondi a ROSY Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *