Mastella ha sancito il fallimento della sua amministrazione

Con una nota consegnata ad un dipendente comunale, recatosi presso la sua abitazione, Clemente Mastella si è dimesso domenica mattina, 2 febbraio, da sindaco di Benevento, le cui motivazioni, non riportate nel comunicato stampa, abbiamo appreso, in parte, dal Mattino del 3 febbraio. Il carattere irrevocabile delle dimissioni non dovrebbe dare adito a ripensamenti, anche se, soprattutto fra i fedelissimi del sindaco, come il capogruppo della Lista Mastella, Giovanni Quarantiello, si spera in una non interruzione anticipata della consiliatura, nel senso che Mastella possa ritirare le dimissioni, annunciate sulla sua pagina facebook il 18 gennaio: “Vedo nella mia maggioranza quasi ex, anche se molti dichiarano fiducia nella mia persona, cose che non mi convincono. Io ho chiesto di fare il sindaco per la gente, per risolvere qualche problema alla città. Tanti sono stati risolti, altri avviati a soluzione. Qualcuno non ricorda che mi sono dimesso da ministro per la mia dignità. A questa non rinuncio. Dopo la visita del presidente Mattarella, che su mio invito e della Università verrà a Benevento prenderò le mie decisioni”. 
Vi è addirittura chi pensa in una mossa del sindaco per indurre i dissidenti ad andare a Canossa. Ma non è così. Mastella si squalificherebbe, se dovesse ritirare le dimissioni. Infatti, prima ancora di dimettersi, avrebbe commissionato un sondaggio a “Noto sondaggi”, pubblicato il giorno in cui Mastella avrebbe presentato le dimissioni, revocabili entro 20 giorni. 
Nel sondaggio, il 54% dei cittadini ritiene che per Mastella sia un errore dimettersi, anche perché ne apprezza l’operato, mentre il 48% (ovviamente tra quelli che avrebbero espresso un buon giudizio) lo voterebbe al primo turno, quando ancora non si sa quali saranno i suoi concorrenti (nel sondaggio sono stati presi, a caso, la centrista Erminia Mazzoni e la pentastellata Marianna Farese, già concorrente, quest’ultima, nel 2016) e non si sa quali saranno i candidati che schiereranno le liste che si contrapporranno a lui. 

Il severo giudizio della Cgil
Ma, a proposito dei tanti problemi risolti e di altri avviati a soluzione, stante quell’annuncio postato da Mastella sulla sua pagina facebook, la Cgil ha diffuso un severo comunicato, del quale Il Mattino, che è già in campagna elettorale pro-Mastella, ha dato notizia, in 11 righe di colonna, della parte soft, laddove, nella parte finale,  la maggiore confederazione sindacale si augura “che le forze progressiste e democratiche della città si candidino per l’attuazione di una politica completamente diversa, incentrata sui bisogni reali dei cittadini…”.La Cgil, invece, premesso che “le motivazioni non sono chiare e sembrano riguardare giochi di potere, posizionamenti, ambizioni personali”, dice: “L’ex deputato nazionale, eurodeputato, ministro, che ha ben saputo utilizzare la buona fede dei cittadini spacciandosi per il salvatore della patria, della “sua” Benevento, carpendone il voto, non ha risolto alcun problema che attanaglia la città, peggio, non ne ha affrontato nessuno”.Ma la Cgil aggiunge: “L’apice della sua (Mastella – ndr) politica sono state le luminarie e le cene. Il suo primo atto, la dichiarazione di dissesto del Comune di Benevento, ha gettato la nostra città nel baratro più totale, con la compressione di fatto della possibilità di erogare servizi minimi essenziali, ma soprattutto condannando pensionati, cittadini, lavoratori, giovani, precari a non avere una prospettiva, a non avere un futuro, a non avere uno sbocco lavorativo. Mai affrontate le questioni di lavoro, le tante vertenze delicate e complicate in campo; i problemi di vivibilità, di salute, abitativi, scolastici; interi quartieri abbandonati a se stessi”.Perché Il Mattino non ha riportato i suddetti giudizi della Cgil e la parte più dura del suo comunicato, che noi trascriviamo?: “Con l’arroganza di chi è in possesso della verità (Mastella –ndr), ha mostrato  il volto truce verso chi lo sollecitava o, politicamente e dialetticamente, criticava il suo operato o la nullità del suo agire. Noi della Cgil lo sappiamo bene per aver ricevuto i suoi strali e i suoi ripetuti rifiuti al confronto. La nostra Benevento è ferma al 2016, anzi è arretrata. Ricordare serve per auspicare che questa pagina buia del governo della città si chiuda definitivamente, senza alcun ripensamento di cui pur la legge dà possibilità”.Si pensi che della segreteria confederale provinciale della Cgil fa parte Vincenzo Delli Veneri, già segretario della Federazione Lavoratori della Conoscenza, marito di Rossella Del Prete, docente dell’UniSannio, nominata da Mastella assessore all’Istruzione e alla Mensa il 22 luglio 2017, in sostituzione della ex deputata Erminia Mazzoni, non proveniente, come chi ne ha preso il posto, dai banchi del Consiglio comunale. All’atto della nomina, la professoressa De Prete disse che l’assunzione di quell’impegno, più che politico, andava visto solo in direzione dello  svolgimento di una funzione a servizio della città, anche se, volle far capire, è possibile che una moglie abbia una indipendenza di giudizio rispetto al marito, al pari della De Girolamo, la ex deputata di Forza Italia, non più berlusconiana, che ha sposato Francesco Boccia, attuale ministro dem per gli affari regionali.Coraggiosamente, però, Nunzia De Girolamo ha postato sulla sua pagina facebook: “Le dimissioni di Mastella sono una buona notizia per la città. Ormai era ostaggio di troppe richieste individuali e non adeguate al livello di un’amministrazione che avrebbe dovuto segnare il cambiamento e invece il sindaco ha abbassato il livello della politica e della qualità della vita della città”. La risposta della compagine mastelliana, affidata a Renato Parente, tutt’altro che pertinente rispetto alle considerazioni fatte dalla ex deputata, mette in evidenza che la De Girolamo, candidata nel 2006 al consiglio comunale, ottenne 176 preferenze, ma che se ritenta la candidatura, potrebbe avere qualche preferenza in più, realizzando il sogno di diventare consigliera comunale. “Diversamente, pensasse a Sanremo e lasciasse stare i commenti su Benevento” una città, ecco il pistolotto finale, “che necessita di attenzioni come ha sempre fatto finora il sindaco Mastella”.Ma a proposito di richieste individuali, che avrebbero portato alla formazione di diversi gruppi per costringere il sindaco a miti consigli, richieste che Mastella avrebbe sintetizzato in “un arraffa arraffa continuo” nell’intervista resa, e smentita in alcune parti, al Fatto Quotidiano il 24 gennaio scorso, è intervenuto Luca Paglia, eletto, nel 2016, consigliere nella “Lista Mastella”, e successivamente, il 10 marzo 2019, consigliere provinciale su designazione di Mastella. Secondo il consigliere di “Patto civico”, che ora, insieme al leghista Lucio Mucciacciaro, a Claudio Cataudo, e a Domenico Parisi, fa parte del ”Gruppo Autonomo per il Sannio (Gas), costituitosi in seguito alla clamorosa rottura, il 31 dicembre, con la maggioranza mastelliana, bisogna fare chiarezza, su quelle  presunte dichiarazioni del sindaco, nella seduta del Consiglio comunale, la cui convocazione è stata richiesta dalle opposizioni perché si faccia anche chiarezza sui motivi che hanno portato il sindaco alle dimissioni, dimissioni rassegnate, senza che vi sia stata, diversamente da quanto affermato da Mastella in conferenza stampa il 4 gennaio, una richiesta di sfiducia firmata da 19 consiglieri.Intanto, dopo quella rottura, il presidente della Provincia, il mastelliano Antonio Di Maria, ha convocato per il 14 febbraio una riunione dei consiglieri provinciali, per raccogliere proposte e suggerimenti in merito alla stesura  degli atti programmatici (bilancio annuale e pluriennale 2020-2022) fondamentali per la vita dell’Ente. Ma qualora il Gas non dovesse rientrare in maggioranza, il presidente Di Maria sostenuto attualmente soltanto da tre consiglieri su dieci, resterebbe in minoranza, anche se Giuseppe Ricci, attuale vice sindaco di S.Giorgio del Sannio, dovesse subentrare a Luca Paglia, nel caso quest’ultimo decadesse da consigliere provinciale in seguito al possibile scioglimento del Consiglio comunale di Benevento. Infatti, Di Maria si troverebbe contro i restanti tre consiglieri del Gas, più i due consiglieri del Pd e il sindaco di Telese, Pasquale Carofano, eletto in una lista vicina al Pd.Ma il presidente della Provincia non può essere sfiduciato, a meno che non si dimetta lui, circostanza, questa, che Mastella potrebbe prendere in considerazione solo nel caso, malaugurato per la parte “sana” della città di Benevento, dovesse rivincere le elezioni. Infatti, in presenza ancora di una elezione di secondo grado per presidenti e consigli provinciali, 20 consiglieri comunali di maggioranza, più il sindaco, farebbero la differenza rispetto al resto dei comuni sanniti, con il voto ponderato, quello che, nelle ultime elezioni, ha consentito alla compagine mastelliana di eleggere il presidente della Provincia e 7 consiglieri provinciali. Con una elezione a suffragio universale, in cui sarebbero entrate in competizione nuove forze politiche, che allo stato non hanno, se non nella misura di qualche unità, consiglieri comunali, col c…o Mastella si sarebbe “impossessato” anche della Rocca dei Rettori, sede della Provincia. 

Il trasformismo nel Consiglio comunale
Nelle elezioni del 5 giugno 2016 furono eletti, per la maggioranza, 8 consiglieri della Lista Mastella, 6 di  Noi Sanniti per Mastella, 4 di Forza Italia, 2 dell’Udc; 5 del Pd, 2 di Del Vecchio sindaco, 1 di Lealtà per Benevento, 1 di Alleanza progressista, 1 di Benevento popolare, liste, queste altre, schierate nella coalizione di centro sinistra; 2 del M5S. Oggi, rispetto a tale schieramento di forze, la composizione dei gruppi è la seguente. Per la maggioranza: Lista Mastella: Giovanni Quarantiello (eletto in Noi Sanniti per Mastella), Vincenzo Lauro e Patrizia Callaro; Noi Sanniti per Mastella: Luigi De Minico (presidente del Consiglio), Maria Grazia Chiusolo, Renato Parente (eletto in Lista Mastella) e Giuliana Saginario; Forza Italia: Giovanni Russo, Antonio Capuano e Romilda Lombardi (il quarto, Antonio Puzio, passò in una delle due liste di Mastella, prima di costituire il gruppo dei Moderati); Udc: Giovanni Zanone (la seconda, Annalisa Tomaciello, è passata nei Moderati); gruppo dei Moderati: il già nominato Antonio Puzio, Domenico Franzese e Angela Russo (entrambi eletti nella Lista Mastella) e Annalisa Tomaciello (eletta nell’Udc). Cittadini Protagonisti: Angelo Feleppa, Adriano Reale e Anna Rita Russo (dei quali diamo notizia in seguito sui loro spostamenti). Per la minoranza: Partito Democratico: Raffaele Del Vecchio, Fancesco De Pierro, Marialetizia Varricchio e Floriana Fioretti (il quinto, Luigi Scarinzi, lasciato il Pd nel dicembre 2016, aderì un anno dopo a Forza Italia, divenendone copogruppo il 26 gennaio 2019); lista Del Vecchio sindaco: Italo Di Dio (il secondo, Angelo Feleppa, passò in Noi Sanniti per Mastella il 2 agosto 2017, ottenendo dal sindaco la delega per la cura del verde pubblico); M5S: Marianna Farese e Annamaria Mollica (subentrata, quest’ultima, a Nicola Sguera, dimessosi dal gruppo e dal Movimento, in seguito alla formazione, in sede nazionale, dell’alleanza dei Pentastellati con la Lega); Gruppo misto: Giuseppa Pedà (la nutrizionista eletta in Noi Sanniti per Mastella e passata alla Lega in seguito ad un contrasto insorto con l’amministrazione sul controllo dei pasti della mensa scolastica) e Delia Delli Carri (un avvocato della Caritas, eletta nella Lista Mastella e uscita dal rispettivo gruppo dopo aver preso atto di essere considerata solo un numero); Patto civico: Vincenzo Sguera (eletto in Benevento popolare, una lista schierata con il centro sinistra, e passato poi in Forza Italia, divenendone segretario cittadino), Luca Paglia (eletto nella Lista Mastella), il già nominato Luigi Scarinzi e Marcellino Aversano (eletto, quest’ultimo, in Alleanza Riformista, una lista schierata con il centro sinistra, e approdato per ultimo nei pattisti, dopo essere stato alla ricerca di una collocazione, una volta lasciato lo schieramento di provenienza).Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso, nel senso che ha orientato Mastella a dare le dimissioni, è stata la costituzione dell’ultimo gruppo da parte del nominato Angelo Feleppa, che non avrebbe visto di buon grado l’attribuzione della delega relativa alla promozione delle attività turistiche industriali a consigliere Puzio. Con l’intendo di essere da stimolo verso l’amministrazione, ha costituito, con l’apporto di Anna Rita Russo (eletta in Noi Sanniti per Mastella) e di Adriano Reale (eletto nella Lista Mastella), il gruppo Cittadini Protagonisti, su sollecitazione, si dice, di Claudio Principe, cui viene attribuita anche la costituzione del Gas alla Provincia. 

La funzione di un trasformista per antonomasia
Principe, nato politicamente nell’ex Psi, ha promosso la formazione di liste civiche, è stato poi eletto consigliere comunale di Benevento, nel 2006, nella lista dei Ds, divenendo, in forza delle 611 preferenze ottenute, assessore nella prima amministrazione guidata da Fausto Pepe, carica che poi ha dovuto lasciare, passando a presiedere l’azienda dei trasporti Urbani. Lasciata anche questa carica, in seguito all’insorgere di problemi relativi all’espletamento di un concorso, Principe è ricomparso quando  ha sostenuto la candidatura di Mastella quale sindaco e la candidatura, in Noi Sanniti per Mastella, di Vincenzo Russi, un medico vicino alla sua famiglia, che, una volta eletto, è stato nominato assessore, una carica che ha dovuto lasciare nel mese di novembre 2017 perché incompatibile, si disse, con la sua funzione di medico legale dell’Inps, passando, prima, a curare l’aspetto organizzativo di ciò che aveva consentito a Mastella di vincere le elezioni e, poi, a presiedere, in sede provinciale, Forza Italia. Girate le spalle a Mastella, Principe è passato alla Lega, ma, dopo le elezioni europee, ha lasciato anche il partito di Salvini, forse per una questione di dualismo con Luca Ricciardi, che aveva già la guida di questa formazione in provincia di Benevento.Vediamo, così, Principe alla guida, in sede regionale, di Cittadini Protagonisti. Ma, recentemente,  reclutato  da Francesco Pionati, è stato da questi nominato segretario regionale  del Movimento Alleanza di Centro, una formazione che si è data, anche in previsione delle elezioni, una struttura organizzativa: Domenico Parisi, segretario provinciale; Angelo Feleppa, segretario cittadino; Anna Rita Russo, responsabile femminile; Luca Paglia, responsabile organizzativo; Vincenzo Russi, che si è dimesso da presidente di Forza Italia, responsabile dei rapporti istituzionali; Amina Ingaldi,  il primo assessore estromesso da Mastella il 25 marzo 2017 dalla giunta, responsabile degli Enti Locali; Antonio Del Giacco, responsabile del movimento giovanile.

Non v’è dubbio che il soggetto politico di Pionati si sia data una struttura degna del miglior partito. Resta da vedere se conseguirà alle elezioni comunali un risultato migliore di quello ottenuto dall’Alleanza di Centro, sempre di Pionati, nelle elezioni del 2011. Allora, con una lista di 21 candidati, tutte donne, schierata in sostegno di Tibaldi Sindaco, riportò 48 voti, e 9 candidate conseguirono zero preferenze. Ma non vi dovrebbero essere dubbi sul fatto che Mastella ritiri le dimissioni, in quando, dopo la scelta, motivata da ragioni personali, di Anna Orlando, eletta in Forza Italia, di rimettere le deleghe assessoriali, si è dimesso, nei giorni scorsi, per imitare il gesto del sindaco e riproponendo la sua candidatura come consigliere comunale, anche l’assessore Luigi De Nigris, eletto in Noi Sanniti per Mastella.

Il segretario del Pd: si vada a votare
Non ha dubbi neanche il segretario provinciale del Pd, Carmine Valentino, secondo cui si concretizza una ipotizzabile conclusione anticipata dell’amministrazione Mastella. “figlia di disagi e contraddizioni per troppo tempo sottaciute”.

Tuttavia, “il Partito Democratico ha chiesto la convocazione di un consiglio comunale, proprio per capire i perché e le ragioni di questo  “atto finale””.L’interruzione di questa amministrazione,  ad avviso di Valentino, “dovrà responsabilizzare tutti su di una necessaria nuova fase”. Sempre a giudizio di Valentino, “aprire uno spazio di ascolto ed interlocuzione partendo non solo dai partiti e movimenti, ma anche con il mondo dell’associazionismo, con quella parte della città più fragile, con le periferie, i giovani e gli emarginati, è un impegno comune da praticare”. Tutto questo può concretizzarsi con “programmi e progetti, realizzabili e rispondenti ai bisogni reali della città di Benevento”.

Mastella fa anche la morale
Mastella sta già lavorando sulla predisposizione delle liste di sua emanazione, che dovrebbero essere almeno quattro,  prevedendo che si possa votare nel giorno in cui si vota anche per eleggere Presidente e consiglio regionali. E, avendo detto, nel caso avesse continuato a fare il sindaco, che non avrebbe  voluto neanche nella sua maggioranza Giovanni Russo, il consigliere di Forza Italia, il cui nome viene fatto nelle intercettazioni effettuate sul clan Sparandeo, dovrà fare molta attenzione nell’individuare le persone da mettere in lista, un’attenzione che non ha posto in essere quando, nel 2005, ha candidato, nel suo Udeur, al Consiglio regionale, il casalese Nicola Ferraro, che venne regolarmente eletto. Si tratta di una persona che verrà poi arrestata e condannata, subendo una consistente confisca di beni, per fatti connessi alla sua attività di imprenditore nel settore dei rifiuti, in quel di Casal di Principe, dove, nelle regionali del 2010, l’Udeur risultò essere il primo partito, in termini di voti ottenuti, voti che, probabilmente, hanno fatto scattare il secondo seggio, quello attribuito alla moglie di Mastella.
E, come se non bastasse, Mastella ha fatto nominare comandante dei Vigili Urbani di Benevento il casertano Francesco Delvino, quello che voleva installare i photored davanti ai semafori di Benevento, arrestato poi a Frosinone per una storia di mazzette; ha candidato, sempre nel suo Udeur, con successo, al Senato, nel 2006, Tommaso Barbato, condannato, anche in Corte di Appello, a 6 anni, per aver, quando era funzionario della Regione, affidato appalti, con la motivazione della massima urgenza, per lavori nel settore idrico, a ditte collegate al clan Zagaria, vicino ai casalesi; non ha utilizzato, in favore dell’Asia, gli immobili confiscati in contrada Olivola ad una ditta affiliata al clan Pagnozzi, sostenendo che tali immobili, (parzialmente, e non irreparabilmente, danneggiati, a giudizio non solo di Altrabenevento), avrebbero richiesto un investimento di due milioni per renderli agibili (la sua attuale vice, in un incontro, alla Provincia, con l’intervento di amministratori e personalità provenienti anche da altre parti d’Italia, disse, a proposito di quel danneggiamento, “la camorra ha vinto”, suscitando il disappunto del Procuratore della Repubblica, Policastro), ma intanto  l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti urbani continua a pagare fitti a privati.Eppure, Mastella, alla luce delle intercettazioni sul clan Sparandeo, ha ricordato che nel 2016, in chiusura della campagna elettorale, ebbe a denunciare collusioni con ambienti criminali, pensando che i cittadini di Benevento avessero memoria corta.Infatti, il 62% del 58% dei cittadini che si recò a votare nel ballottaggio del 19 giugno 2016 dimostrò di avere memoria corta. Tuttavia, attualmente, al netto del forzista Giovanni Russo, Mastella dispone di 17 consiglieri su 32, oltre al proprio voto: Lista Mastella 4, Noi Sanniti per Mastella 3, Forza Italia 2, moderati 4, Udc 1 Cittadini protagonisti 3, gruppo, quest’ultimo che si considera nella maggioranza. Mentre all’opposizione sono schierati: Pd  4, Del Vecchio sindaco 1, Lealtà per Benevento 1, Patto Civico 4, M5S 2, Misto 2. Ammesso che La Lega scelga di collocarsi, anche in caso di ritiro delle dimissioni da parte del sindaco, nello schieramento mastelliano, poiché il segretario regionale di Forza Italia, Domenico De Siano, ha detto che chi è collocato nella coalizione di centro destra in sede regionale deve esserlo anche a Benevento, non dovrebbe costituire un problema l’abbandono, già dichiarato, del partito di Salvini da parte di Giuseppa Pedà, dal momento che questa consigliera, con Delia Delli Carri, è già collocata all’opposizione.
Ma il mastellismo è fallito. Lo ha detto anche Pasquale Viespoli.
Giuseppe Di Gioia

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