Il Comitato Abc chiede al Consiglio comunale di pronunciarsi sul referendum sulla gestione pubblica dell’acqua

Il comitato Sannita Acqua Bene Comune sollecita nuovamente il Sindaco, il Presidente del Consiglio e tutti i consiglieri a portare nel prossimo Consiglio Comunale il quesito referendario per la gestione pubblica dell’Acqua. Questo anche alla luce della recente decisione del Consiglio dei Ministri che ha individuato la data del prossimo 29 marzo per lo svolgimento del referendum sul taglio dei parlamentari che potrebbe coincidere con quello comunale sull’Acqua, cosi come con le prossime elezioni regionali per contenere al massimo le spese. L’attuale Consiglio Comunale demandando tale decisione al prossimo Consiglio arrecherebbe un ulteriore danno alle già martoriate casse comunali.
Il presidente dr Mario De Minico ha promesso che avrebbe messo all’ordine del giorno del prossimo consiglio  il quesito referendario: ci auguriamo che voglia mantenere la parola data.  
Dopo oltre un anno dal deposito delle firme e dopo due mesi dall’approvazione del regolamento per consentire lo svolgimento del referendum consultivo, continuiamo a non vedere nei fatti un concreto interesse da parte della maggioranza politica di palazzo Mosti, impegnata soltanto in vicende del tutto personali. 
Qualora la maggioranza continui in questo atteggiamento di menefreghismo, il Comitato Sannita Abc continuerà la sua azione che ha portato a far approvare il regolamento in tempi stretti solo grazie all’intervento del Difensore civico regionale e provvederà ad esporre al Prefetto questa gravissima situazione d’inerzia dell’amministrazione, che sta impedendo ai cittadini beneventani l’esercizio del diritto al voto, garantito costituzionalmente ma negato dal Sindaco.
Ma soprattutto il Comitato Sannita Abc nelle prossime consultazioni elettorali regionali (ed eventualmente comunali) inviterà apertamente i 3.300 elettori che hanno partecipato alla raccolta firme e tutte le persone che sono a favore della gestione pubblica dell’Acqua a non votare per i candidati che stanno svendendo la nostra Acqua alle multinazionali.

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