Mentre Mastella pensa di dimettersi, l’assessore Pasquariello pone rimedio ad errori commessi da una giunta di cui ha fatto parte, in merito alla realizzazione della galleria Malies

Con molto interesse, abbiamo letto sul Mattino di domenica 12 gennaio l’intervento di Mario Pasquariello, attuale assessore alle opere pubbliche del Comune di Benevento. Secondo l’esponente della giunta Mastella, finalmente ci sarà il collaudo della Galleria Malies, dopo di che potrà essere indetta la gara per dare alla struttura di piazza Commestibili la sua originaria destinazione di “Mercato ortofrutticolo”, ma “con particolare attenzione ai prodotti dell’eccellenza locale”.

E, proprio come era organizzato in precedenza quel mercato, “gli ambienti interni agli edifici”, dice Pasquariello, ma lo ricordano i non più giovani, “sono destinati alla vendita di prodotti caseari, degli insaccati, della carne e dei prodotti tipici del territorio sannita”. Inoltre, “si prevede anche la possibilità di organizzare spazi destinati alla degustazione in loco dei prodotti tipici con particolare riguardo ai prodotti agricoli cosiddetti a chilometro zero”. Ma questa possibilità, considerata una innovazione da Pasquariello, era già presente, con consumazione a pagamento, nel vecchio mercato, in cui vi era anche il ristorante di “Gino e Pina” trasferitosi, poi, in viale dell’Università, dove ebbe sistemazione anche il mercato, in seguito alla chiusura dello spazio di piazza Commestibili, ritenuto non più agibile, e quindi soggetto a ristrutturazione, dall’amministrazione Pietrantonio ter, sul finir, pare, degli anni ottanta. Una chiusura, questa, che, durata molto tempo, in assenza peraltro di avvio dei lavori, finì sotto inchiesta giudiziaria, con il coinvolgimento del sindaco, che subì provvedimenti restrittivi, anche per altri reati, dai quali venne poi assolto.
A noi fa piacere sapere che l’assessore Pasquariello voglia porre rimedio a guasti prodotti dall’amministrazione di centro destra (2001-2006), guidata dall’aennino Sandro D’Alessandro, di cui lui, assieme all’attuale presidente del Consiglio comunale di Benevento, Luigi De Minico, ha fatto parte. Un guasto, quello della Galleria Malies, che, assieme al mostro di piazza Duomo, di viespoliana memoria, e ad altri misfatti prodotti da 13 anni di amministrazione di centro destra, il sindaco Mastella, da quando si è insediato, si affanna ad  addebitare, per comprensibile convenienza politica, alle amministrazioni di centro sinistra che lo hanno preceduto.
Infatti, i lavori di ristrutturazione dell’area del vecchio mercato di piazza Commestibili, da destinare a negozi, furono affidati, nel 2005,  dall’amministrazione D’Alessandro, con un contratto di project financing, alla cooperativa Mi.Ru., del Casertano,  in un periodo in cui continuavano ad essere presenti, nella città di Benevento, ditte provenienti da Terra di Lavoro, e particolarmente da Marcianise, Villa Literno e Casal di Principe, non foss’altro che per l’influenza esercitata, si deve ritenere, da esponenti del centro destra che in Campania, negli anni 90, avevano la guida anche di Palazzo S.Lucia.
In quegli anni, quando consiglieri comunali di Benevento riconducibili a Mastella hanno appoggiato in una forma non dichiarata il sindaco di minoranza, Pasquale Viespoli, eletto nel ballottaggio del 5 dicembre 1993,  lo stesso Mastella, con il suo Ccd, ha fatto parte delle giunte di Palazzo S.Lucia, fino a quando, passato ad appoggiare il primo governo D’Alema nell’autunno del 1998, non ha posto in essere il ribaltone in Regione, costituendo L’Udeur. 
Questo partito, ricostituito per la terza-quarta volta il 16 dicembre 2017 nella stazione marittima di Napoli,  per farlo pesare nella trattativa elettorale con Berlusconi, non si sarebbe sciolto il 3 febbraio nella convention napoletana di Forza Italia. Infatti, stante un comunicato di Altrabenevento, l’Udeur sarebbe vivo e vegeto.
L’Udeur, “Il 10 giugno 2019”, recita il predetto comunicato, “ha approvato il bilancio 2018 con notevoli incrementi di incassi rispetto agli anni precedenti”, quando il rispettivo “il Consiglio Nazionale (non sappiano da chi è costituito ma risulta un solo tesserato su tutto il territorio nazionale) si è riunito a Benevento presso la segreteria politica dell’on. Mastella in via Aldo Moro”. In quella occasione, “l’assemblea, considerata la “vacanza  della carica di presidente del Consiglio Nazionale”, è stata presieduta dal segretario politico, Mastella, il quale, dopo aver salutato tutti i presenti, ha dato la parola al segretario amministrativo, Mario Lattari (noto soprattutto come dirigente del Siena Calcio) che ha redatto e illustrato il bilancio”.
Altrabenevento dice che “i ricavi nel 2018 assommano a 419.000 euro (compreso correzioni di dati contabili precedenti) ma in particolare emerge che l’Udeur ha incassato “euro 288.834,81 della Banca Carife a seguito di sentenza di condanna””.  Pertanto, ““La spesa di gestione caratteristica” è lievitata a euro 103.642 (a fronte dei 300 euro del 2017) per “acquisizione di beni e servizi, specificamente destinati all’attività politica e di partito e dalle consulenze legali e professionali””. Altrabenevento mette però in risalto il fatto che “non risulta alcuna spesa per il fitto della sede di Benevento, in via Aldo Moro, evidentemente  concessa  ad uso gratuito dal proprietario, la soc. Blue40 srl”.
Infine, Altrabenevento, dopo aver riportato che “sono rimasti quasi inalterati i debiti verso gli ex dipendenti, i debiti tributari (contributi IRPEF) e quelli verso l’INPS e L’INAIL, per un ammortare di euro 31.686,72”, pone questo quesito a Mastella: se al 31 dicembre 2018 nelle casse dell’Udeur c’erano 109.470 euro, sono stati pagati i debiti fiscali e tributari dell’Udeur?
Mastella pensa, forse, di rimettere in gioco l’Udeur anche in occasione delle prossime elezioni regionali, poiché, come ha dichiarato nella conferenza stampa del 4 gennaio scorso, i 50.000 voti di cui disporrebbe sarebbero determinanti per la coalizione cui si alleerebbe.
A quel punto, ammesso che scendesse in campo direttamente lui, ipotesi che egli non ha escluso, e che venisse eletto nel consesso regionale, non si sa che piega prenderebbe la ristrutturazione del Malies, dovendo egli chiudere in anticipo il suo mandato di sindaco, evento, questo, che potrebbe verificarsi anche subito, dopo la visita a Benevento del Presidente Mattarella, come lui ha dichiarato, nella sua pagina facebook, in contraddizione con quanto affermato in conferenza stampa: “se non vedo 19 firme contro di me, io vado avanti”.  Egli, infatti, costatato il venir meno della sua maggioranza, “anche se molti dichiarano fiducia nella mia persona”, non fa mistero nel dover prendere in considerazione le dimissioni da sindaco, essendosi già dimesso da ministro della giustizia, per difendere la sua dignità, a cui non vuole rinunciare neanche questa volta. 
Ma allora, nel gennaio 2008, dopo che la moglie era stata raggiunta da provvedimenti restrittivi, si dimise, prendendo a pretesto, non soltanto a nostro avviso, il fatto che non aveva avuto solidarietà, dai partiti dell’Unione governativa, per la sua vicenda familiare, come se non fosse bastata la solidarietà manifestatagli da Prodi. Non vi fu, infatti, la solidarietà degli esponenti di sinistra della coalizione. Ma non erano stati certo Bertinotti, Diliberto e Ferrero a far commettere alla signora Mastella i reati di cui venne accusata, reati per i quali, nell’udienza del  7 marzo 2017, la Pm della quarta sezione penale del Tribunale di Napoli chiese la prescrizione. In vero, come i fatti si incaricarono allora di dimostrare, egli si dimise per poter presentare qualche giorno dopo la mozione di sfiducia contro il governo, un passaggio, questo, che gli avrebbe consentito poi di passare  nello schieramento berlusconiano, dal quale venne respinto, per iniziativa proprio di Berlusconi, il quale, venendo meno agli incoraggiamenti da lui rivolti al Guardasigilli nel far cadere il governo Prodi, prese in considerazione, lui che non era un santerello, l’influenza negativa che avrebbe esercitato la situazione giudiziaria della signora Mastella.  Solo Salvini ha presentato una mozione di sfiducia contro se stesso e la sua delegazione nel governo gialloverde, poiché quando ha ritenuto di mettere in minoranza Giuseppe Conte, ripensandoci successivamente di fronte alla possibilità della costituzione di un governo giallorosso, lui e i suoi ministri non si erano dimessi.  
Ma torniamo a parlare della Galleria di piazza Commestibili.  Si sa che la Malies srl, subentrata con gli stessi uomini, su autorizzazione del Comune, alla suddetta cooperativa, avvia i lavori, con l’impegno, per effetto del project financing, di gestire in proprio, pare per 30 anni, la Galleria. Ma, nel 2007, quando alla guida del Comune vi era dal 2006 un’amministrazione di centro sinistra, controllata da Mastella, fino a metà febbraio 2009, con 11 consiglieri, 3 assessori, oltre al sindaco Fausto Pepe, che allora era mastelliano, la Malies srl, venutasi a trovare a corto di risorse finanziarie, è costretta a chiedere un mutuo al Monte dei Paschi di Siena, con l’avallo del sindaco pro tempore, secondo convenzione. La Malies srl, dopo aver pagato le prime rate, non onora più il resto, consistente, del debito, sicché il Comune rimane debitore verso l’istituto di credito, che, forte dell’ipoteca concessa, procede al pignoramento  del complesso immobiliare di piazza Commestibili e di altri beni del Comune, per un importo di 2,4 milioni.
Ma l’azione di rivalsa del Monte dei Paschi viene posta in essere dopo che Malies srl, realizzata l’opera, ne aveva poco dopo abbandonato la gestione (che peraltro non si era rivelata promettente), citando il Comune per i danni subiti, in quanto la struttura non era stata collaudata. Il collaudatore designato allora, sarebbe stato l’ing. Adriano Reale, che nello scorso mese di ottobre sarebbe stato invitato dall’ufficio tecnico del Comune di Benevento, stanti informazioni in nostro possesso, a completare il collaudo,  compito che questo professionista non avrebbe potuto adempiere, essendo egli subentrato, nel Consiglio comunale, il 16 dicembre 2017, al mastelliano Luigi De Nigris, nominato assessore all’Ambiente, in seguito alle dimissioni di Vincenzo Russi.
Il Comune, rientrato in possesso dell’immobile, in seguito a diffide dell’assessore alle opere pubbliche, dopo che il Tribunale di Benevento aveva rigettato il reclamo proposto da Malies srl e ritenuta nulla l’ipoteca del Monte dei Paschi che ovviamente rimane creditore, sta accelerando i tempi per dotare quell’immobile di quanto previsto. L’assessore Pasquariello dice pure che si sta facendo il collaudo delle opere realizzate, ma non fa il nome del collaudatore.
Giuseppe Di Gioia

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