Ponte: le cartelle esattoriali forse non sarebbero “pazze”, ma sicuramente qualcosa non ha funzionato…

Da una nostra ricognizione, fatta stamattina negli uffici comunali di Ponte, abbiamo appreso in via ufficiosa che cosa forse potrebbe essere realmente accaduto dietro l’invio delle cosiddette “cartelle pazze”, che ingiungono ai contribuenti pontesi il pagamento, entro 60 giorni, di un congruo balzello comunale, relativo ai tributi del 2014.
In pratica, sarebbe accaduto che la società addetta alla riscossione dei tributi di quell’anno avrebbe notificato ai contribuenti solo una quota delle tasse comunali (Tari, Tarsu, Imu, etc.) per il 2014, riservandosi di emettere nell’anno successivo i rimanenti importi supplementari, che invece non sono mai stati notificati ai contribuenti. 
I nuovi gestori del servizio, accortisi dell’errore, avrebbero quindi pensato bene di rimediare inviando ai contribuenti, prima che subentrassero i termini di prescrizione, un accertamento supplementare, presumendo una incolpevole morosità dei cittadini pontesi (ai quali infatti non è mai stata inviata una cartella esattoriale) e richiedendo il versamento dell’intero importo dovuto entro 60 giorni, senza – tra l’altro – nemmeno chiarire bene le motivazioni della richiesta.
Da quel che ci risulta sarebbero oltre un migliaio le raccomandate inviate in questi giorni ai contribuenti. Tra questi molti sono persone anziane o in difficoltà economiche. Un duro colpo, quindi, per quanti si ritroveranno a far fronte, oltre alle normali scadenze del periodo (acqua, gas, luce, telefono etc.) anche all’imprevisto e sostanzioso balzello, per il quale a quanto sembrerebbe non è nemmeno prevista una rateizzazione degli importi.
Ci fa davvero meraviglia che un’amministrazione comunale – che si è sempre dichiarata dalla parte del popolo – non abbia preventivamente informato i cittadini di quello che stava accadendo e che, soprattutto, non si sia immediatamente adoperata per renderne meno duro l’impatto con il bilancio familiare degli incolpevoli contribuenti, resi a loro insaputa morosi da una superficiale gestione della contabilità tributaria del Comune. (a.b.)

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