Corona (Altrabenevento): sotto la patina di provincialismo Benevento nasconde affari inimmaginabili

E’ scaduto il contratto di sei anni stipulato il 31 ottobre 2013, con il quale la ASL di Benevento ha preso in affitto dalla società Polaris, oggi Investire Società Gestione Risparmio spa, la sede di via Mascellaro (vicino il Carrefour). “L’azienda sanitaria – scrive in una nota il presidente di Altrabenevento Gabriele Corona – ha pagato finora 305.500 euro all’anno, cioè 3 milioni in dieci anni, e quindi avrebbe fatto meglio ad acquistare un proprio edificio risparmiando un po’ di soldi pubblici. Oppure avrebbe potuto acquistare dallo stesso “padrone di casa”, la società Investire SGR, il palazzo ex INPS, già destinato a servizi, con ampio parcheggio in zona centrale. Invece quell’edificio è stato venduto il 2 luglio 2019 a un imprenditore di Pietradefusi, Giovanni Romaniello, che ha chiesto al Comune di Benevento il permesso per abbatterlo e ricostruire 30 appartamenti, uffici e l’ennesimo supermercato, da aggiungere ai 40 appartamenti che lo stesso costruttore sta realizzando a via Aldo Moro, zona Pacevecchia. Romaniello (solo per caso è il cognome del personaggio che compare nella fiction televisiva “Imma Tataranni – sostituto procuratore”) ha acquistato il 18 settembre scorso, sempre da Investire SGR spa, l’edificio attualmente utilizzato dall’Ispettorato del lavoro, in via Pertini, di fronte alla scuola Pascoli, ma non si sa ancora quale potrebbe essere la nuova utilizzazione”. 
“Di recente – continua Corona -la stessa società nazionale di Gestione Risparmi, Investire spa, ha ufficialmente messo in vendita un’altra sua bella proprietà nel centro storico di Benevento, tra via Stanislao Bologna e piazzetta Mazzini, finora concessa in fitto alla Guardia di Finanza.  Tutto ciò succede a Benevento, ma non se ne parla. Tacciono i tecnici e i costruttori locali che assistono impassibili alla costruzione di 70 appartamenti, uffici e negozi da parte di un imprenditore “forestiero”, in piena crisi di mercato; tacciono pure i politici locali, anche quelli che conoscono bene questi affari da decine di milioni di euro ma preferiscono discutere a mezzo stampa o sui social network, delle assunzioni precarie da Mac Donald”.
Insomma, conclude il presidente di Altrabenevento – questa è la “città tranquilla” che sotto la patina di provincialismo nasconde affari inimmaginabili.

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