Lo zotico, i volatili e le mani di Mastella

Ricordate Pietro De Vico?
Forse no.
Più probabilmente ricorderete lo “zotico” assunto dal talentuoso truffatore Antonio Peluffo (Totò) per contare i piccioni nelle piazze d’Italia.
Uno zotico da incaricare della conta dei piccioni deve averlo assunto anche palazzo Mosti.
Altrimenti è difficile immaginare in quale altro modo l’istrionico primo cittadino sia pervenuto ad individuare l’urgenza di un’ordinanza contro gli intraprendenti volatili quale prioritaria rispetto ai tanti, seri problemi che assillano il capoluogo amministrato.
Del resto, quello che una “maniata di fetentissimi pennuti” può combinare ai monumenti cittadini lo lascia intuire Felice Presta, presidente dell’associazione Sannio Report, in una lettera alla stampa nella quale ha ripercorso le tappe fondamentali del recupero – a costo zero per l’intera comunità cittadina – del campanile di Santa Sofia.
Luogo adatto come pochi alla vita e, soprattutto, ai bisogni della specie, il campanile ha concorso per lungo tempo alla palma del monumento più negletto della città – nonostante, prospiciente alla chiesa tutelata dall’Unesco, ricada in piena buffer zone –, tanto da meritare il poco onorevole appellativo di “bomba ecologica”.
«Per anni Curia e Prefettura (che si pensasse fosse proprietaria del campanile) si sono rimpallate la responsabilità della ripulitura interna dell’edificio mettendo sul piatto gli alti costi dell’operazione (50-60mila euro) e soprattutto la pericolosità nel farlo».
Ottenuto il nulla osta nel giugno 2017 «Si aprì così la porta di uno dei luoghi più sporchi e puzzolenti che siano mai esistiti in città».
Disinfezione, pulizia, messa in sicurezza portarono alla riapertura del monumento a turisti, cittadini, «assessori, dirigenti e consiglieri comunali».
Tutti entusiasti – prosegue Presta – del recupero, nella buffer zone Unesco cittadina.
Quanto avvenuto in seguito è ancora la sua lettera a raccontarlo.
«Diventato di proprietà comunale, si è interrotta la fornitura di energia elettrica per l’illuminazione delle campane che sono spente, non si è pagata l’assicurazione nel caso di danni a cose e persone e i piccioni stanno riconquistando ciò che gli era stato tolto».
Ecco, dunque, descritto, sintetizzato – “pittato”, verrebbe da dire – il cortocircuito della via mastelliana alla amministrazione: con una mano si firma l’ordinanza per perseguire chi alimenta i terribili pennuti mentre con l’altra, quella con la quale sono stati elargiti 54mila euro a Pino e Amedeo (!) invece di pagare elettricità e assicurazione per il centralissimo monumento, gli si indica la strada, ai pennuti, per ritornare a godere di un privilegiato luogo dal quale espletare i propri bisogni sul salotto buono della città.
Nell’unirci alla richiesta di Presta – «Sindaco, non è che per caso è giunta l’ora di andare in pensione?» – vogliamo anche ricordare al navigato politico che, a proposito di volatili, se una rondine non fa primavera, l’assunzione di uno zotico per la conta dei piccioni non fa occupazione, Pino e Amedeo non fanno (Città)spettacolo, qualche comitiva che deambula per il corso non giustifica l’uso della parola turismo.
E, a suon di cortocircuiti del genere, alle prossime elezioni potrebbero facilmente essere “volatili per diabetici”.
Massimo Iazzetti

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