Conversazione con Mons. Domenico Battaglia, Vescovo di Cerreto e S.Agata de’ Goti

Mercoledì 29 maggio, alle ore 18.30, la Fondazione Gerardino Romano, presso la sede sociale di Piazzetta G. Romano 15, Telese Terme (BN), ospita Monsignor Domenico Battaglia, Vescovo della Diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti. All’incontro, coordinato dal prof. Felice Casucci, si parla del tema del servizio ispirandosi all’udienza Giubilare di Papa Francesco, tenutasi il 30 giugno 2016: “La gente che passa, che va nella vita senza accorgersi delle necessità degli altri, senza vedere tanti bisogni spirituali e materiali è gente che passa senza vivere, è gente che non serve agli altri. Ricordatevi bene, Chi non vive per servire non serve per vivere”.
Monsignor Battaglia ha da sempre avuto una predilezione particolare per i poveri, gli ultimi, gli emarginati tanto da essere chiamato “prete di strada” e anche nell’attuale Diocesi, la sua attenzione è rivolta a chi vive situazioni di fragilità. Fin da subito ha dato vita alla cooperativa sociale di comunità “iCare” con, al suo interno, l’Ufficio Progettazione e Fragilità con l’obiettivo di ascoltare i bisogni del territorio e mettere in atto delle progettualità che partano dal basso, coinvolgano tutti (i giovani in particolare) e siano risposte concrete per l’intera popolazione diocesana.
L’Arcivescovo Emerito di Catanzaro-Squillace, Antonio Cantisani, nella prefazione al libro “Vecchie ciabatte calzari di Angeli, la tenerezza di un prete in cammino con gli ultimi” di Monsignor Battaglia, Ed. Insieme, 2012, afferma: “Il servizio del fratello non è l’applicazione, ma l’essenza stessa dell’Eucarestia. Ed è l’Eucarestia che aiuta a costruire la fraternità, una sola famiglia umana senza escludere nessuno! È nell’incontro con la fragilità che scopriamo la nostra umanità”. Inoltre, il testo ci aiuta a comprendere che il Signore ci ama nell’altro e con l’altro, ci restituisce, pertanto, la dignità di essere Figli di Dio e testimoni della Sua Misericordia. “Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti” (Prima Lettera ai Corinzi 1, 26-31).

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