Il ponte “Tibaldi”, progettato e finanziato dalla precedente amministrazione, accende una disputa tra Mastella e Fausto Pepe

Dopo l’inaugurazione, il 20 maggio, del ponte sul Sabato, intitolato all’Avv. Antonio Tibaldi, che collega via Torre della Catena con via Gennaro De Rienzo, nel rione Libertà, l’ex sindaco Fausto Pepe, alla cui amministrazione peraltro non abbiamo mai fatto sconti per conservare quella indipendenza di giudizio propria dei giornalisti, sulla sua pagina facebook ha postato: “Un’altra inaugurazione di opere pensate e finanziate dalla mia Amministrazione. Mastella, senza alcun garbo istituzionale come sempre, non invita e non ricorda chi ha voluto queste opere. Mastella, questa si chiama eredità amministrativa. Ricordalo!”.
Se non lo avesse scritto Fausto Pepe, glielo avremmo ricordato noi, a Mastella, così come, in occasione della inaugurazione, due mesi prima, del ponte ciclopedonale pure sul Sabato, intitolato al tenore Silvano Pagliuca, gli abbiamo ricordato che quell’opera, la ristrutturazione  della ex colonia elioterapica, la scala mobile di via del Pomerio, la rotatoria dalla quale si snoda il ponte “Tibaldi”, il percorso ciclopedonale su di un lato del ponte Santa Maria degli Angeli, sono state progettate e finanziate dalla precedente amministrazione di centro sinistra. Nell’intento, evidentemente, di avocare alla sua amministrazione la realizzazione di tali opere, si è guardato bene dal dire che le stesse, come dice invece Fausto Pepe, sono eredità della precedente amministrazione. 
Mastella, però, qualche giorno dopo l’inaugurazione del ponte, ha ribattuto: “Smettiamola con questa storia. L’amministrazione Pepe si è macchiata di magagne note a tutti (quali?– ndr) e noi stiamo provvedendo a riparare a una serie di magagne (Infatti, per dirne alcune, il sindaco, realizzando le promesse elettorali, ha attivato il centro comunale di cottura di località Capodimonte, ha istituito la badante di prossimità, ha istituito il sostegno economico per i senza reddito e ha reso la città più pulita, come i cittadini possono constatare – ndr). Quanto alle opere pubbliche, poi, si tratta di finanziamenti che, andati perduti, noi abbiamo recuperato”.
A questo punto la replica di Fausto Pepe, argomentata, a differenza della dichiarazione di Mastella,  non si è fatta attendere: “Mastella è davvero un bugiardo (e noi siamo d’accordo con l’ex sindaco – ndr)! Quali soldi si sarebbero persi? L’accordo di programma del Più Europa è del 2009, sottoscritto da Presidente Bassolino e dal sottoscritto. Il progetto preliminare e quello  definitivo del ponte Tibaldi sono antecedenti al 2011. La gara per il ponte è addirittura bandita nel 2011, ed è stata affidata alla tecnocostruzioni nel 2016. Il progettista e il direttore dei lavori per gli stati di progettazione  preliminare e definitiva è stato l’ing. Iele, e dopo che quest’ultimo è andato a lavorare in altro Ente pubblico è stato sostituito. Il RUP è stato l’architetto Palmieri del Comune di Benevento. Essendo un appalto integrato è stato affidato alla impresa esecutrice che ha iniziato i lavori una volta validato. Qual è il merito di Mastella? Solo aver ereditato tutto questo”.
“Il depuratore”, prosegue la dichiarazione di Fausto Pepe, “è stato progettato dalla mia amministrazione ed è stato finanziato dalla Regione Campania in un Accordo quadro, pubblicato sul BURC nell’aprile 2015. Il resto è il disastro amministrativo che Mastella ha saputo combinare fino a farsi commissariare la proceduta. Parliamo pure di Amts. Mastella sarà l’unico sindaco d’Italia ad aver ceduto ad un privato il servizio di una azienda pubblica . L’Amts non è fallita. Lo ha sancito in via definitiva una sentenza . Se l’Amts fallisce, essendo ora non fallita, sapremo tutti chi è il responsabile. Mastella, più che diffamare gli altri, inizi a fare il sindaco, magari, quando tornerà dagli Usa, dove ha promesso di partecipare alla campagna elettorale di Bill De Blasio. La città ne ha bisogno”
Noi, essendo arrivati alla inaugurazione del ponte “Tibaldi” quando era in corso il rito della benedizione, che ha preceduto il taglio del nastro, non abbiamo potuto assistere al discorso del sindaco, che, a differenza di quello con cui inaugurò il ponte “Pagliuca”, non si è fatto attendere rispetto all’ora programmata. Se pensiamo però alla difficoltà incontrata nello scaricare la registrazione del suo discorso, poco lineare rispetto a quello  dell’assessore Pasquariello, nell’inaugurazione del ponte ciclopedonale, possiamo dire di esserci risparmiati,  questa volta, quella fatica. 
D’altronde, quello che ha detto, si evince dai comunicati diffusi, in uno dei quali, nel dire che i lavori del ponte “Tibaldi” sono iniziati nel mese di luglio 2017 e ultimati nel mese di aprile 2019, per il costo complessivo di 6.500.000 di euro, avrà voluto far passare il messaggio secondo cui l’opera sarebbe stata progettata e finanziata dalla sua amministrazione. Infatti, se il virgolettato del Mattino è fedele, il sindaco avrebbe detto: “Il risultato finale di questa riqualificazione, in cui abbiamo creduto fortemente, come testimoniato dal pieno rispetto della tempistica annunciata, non può che essere di nostro gradimento, e sono certo che la nuova struttura sia destinata a creare entusiasmo, apprezzamenti e soddisfazione tra la cittadinanza”.
“La nuova viabilità, a doppia corsia con banchine e marciapiedi laterale”, si legge in un comunicato dell’amministrazione,  “è stata realizzata su fondazione stradale in “terra armata” ed inerbita, in modo da evitare, alle antiche strutture esistenti, le vibrazioni conseguenti la costruzione di considerevoli strutture in calcestruzzo armato; una soluzione che, tra l’altro, ha permesso anche di realizzare una cavea verde con elemento focale costruito proprio dalla Torre, e una piazza in pietra bianca e basoli di recupero, sulla traccia dell’antico canale Morra che, fino agli anni ’60, alimentava i numerosi mulini della zona”.

Speriamo che le aiuole, contraddistinte anche dalla “piantumazione di essenze fluviali autoctone”, siano date in adozione, per evitare che vengano inondate da vegetazione spontanea, del tipo di quella che spunta sugli spigoli dei marciapiedi e sui marciapiedi stessi, anche del centro cittadino, come dimostriamo con qualche foto.
Poiché il ponte “Tibaldi” collega più velocemente la zona nord-ovest del rione Libertà al centro, il che determina anche uno snellimento del traffico sul ponte Santa Maria degli Angeli, il sindaco pensa di isolare dal traffico piazza Duomo, se piazza si può chiamare quel piccolo slargo esistente davanti alla Cattedrale. Quella che, infatti, sarebbe potuta essere piazza Duomo, ricavata dalla eliminazione delle macerie causate dai bombardamenti, è stata occupata dal “mostro” incompiuto di arte contemporanea, che, voluto nel 1999 dal sindaco aennino Pasquale Viespoli, egli attribuisce alla  precedente amministrazione, assieme alle altre opere (Galleria Malies e parcheggio di Porta Rufina, che ha determinato il fallimento, in primo grado, dell’azienda pubblica di trasporto urbano, fallimento ribaltato dalla Corte di Appello, prima, e dalla Cassazione, poi), volute da Sandro D’Alessandro, un altro aennino, successore di Viespoli.
Dal momento, però, che il traffico proveniente dal rione Libertà, può dirigersi, una volta attraversato il ponte “Tibaldi”, verso viale dell’Università e via delle Puglie, da una parte, e verso Viale S.Lorenzo, via Posillipo e corso Dante, dall’altra, non si capisce come possa essere isolato quello slargo davanti al Duomo, se si tiene conto che tale slargo viene attraversato, in senso unico, dal traffico proveniente da corso Dante e da corso Vittorio Emanuele, arteria, quest’ultima, sulla quale si dirama parte del traffico proveniente da via Posillipo. Per isolare quella che il sindaco chiama piazza Duomo, si dovrebbe invertire il senso unico su corso Vittorio Emanuele, di modo che su tale strada possa essere dirottato il traffico proveniente da corso Dante, mentre si dovrebbe direzionare sul ponte ex Vanvitelli il traffico proveniente da via Posillipo, a meno che non si pensa di istituire il doppio senso su via del Pomerio, per direzionare anche su quest’altra arteria il traffico proveniente da via Posillipo. A questo punto, però, si dovrebbe abolire la corsia d’emergenza su via del Pomerio, sempre che  non si pensi di istituire il doppio senso su via Ennio Goduti, sopprimendo gli stalli di sosta a pagamento, in un momento in cui il sindaco è orientato a ridurre drasticamente la sosta per i residenti, a vantaggio della sosta a pagamento, al fine di consentire a Trotta Bus, che gestisce anche gli stalli blu, di compensare il minore introito causato dalla sosta gratis per i primi 15 minuti, il cui inizio dovrebbe essere comunicato a Trotta Bus con il telefonino, da parte di chi, avendo uno smartphone, sa usare anche questa funzione. D’altra parte, se dovesse essere invertito il senso di marcia su via Ennio Goduti, per evitare di eliminare la corsia d’emergenza su via del Pomerio, non si capisce in quale direzione possa essere dirottato il traffico proveniente da piazza Orsini, dal momento che, oltre al corso Garibaldi e alla cosiddetta piazza Duomo, diventerebbe inaccessibile anche via Ennio Goduti.
Della cerimonia di inaugurazione del ponte, merita il dovuto risalto l’allestimento del buffet, molto sontuoso rispetto a quello, misero, preparato in occasione dell’inaugurazione del ponte “Pagliuca”. Erano stati apparecchiati anche dei tavoli, di quelli che troviamo nei ristoranti in occasione di cerimonie  nuziali,  rispetto ai cui buffet, ciò che è stato allestito sulle aiuole del ponte non aveva nulla da invidiare.  Probabilmente, il clima elettorale avrà consigliato quell’allestimento, a spese dei cittadini. 
A nostro avviso, Antonio Tibaldi meritava qualcosa di più che l’intitolazione di un ponte. Un socialista, figlio di un socialista, consigliere comunale di Benevento per quattro consiliature, dal 1952, nel corso delle quali è stato anche assessore e pro-sindaco dal novembre 1967 all’ottobre 1968, in seguito alle dimissioni da sindaco di Pasquale Meomartini, di cui era stato vice. Ma si saranno sentiti soddisfatti i figli, presenti alla cerimonia: Laura, moglie del compianto attore Luigi De Filippo, figlio del famoso Peppino; Raffaele, socialista pure lui, anche se ha avuto una breve frequentazione dell’Udeur di Mastella, e più volte consigliere comunale, anche da non socialista, dopo che da indipendente era stato candidato nel 2011 a sindaco da una coalizione espressa da Forza Italia.
Giuseppe Di Gioia

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