Meleagro, Diomede e… la zanna sparita

Non sempre tra i miei antenati e gli uomini c’è stato un rapporto idilliaco. Gli annali della mia famiglia, che in questi giorni sto rileggendo, riportano un triste avvenimento accaduto, proprio sotto le festività pasquali, ad un mio antenato.
Era il 17 aprile 1973; nonno cinghiale, curioso come tutta la nostra razza, si avventurava divertito per le viuzze della nostra bella Benevento quando, all’improvviso, si sollevò un clamore e una torma di cittadini furiosi si avventò su di lui.
La caccia si svolse per i vicoli della nostra città e terminò, purtroppo, con dolorosi e letali colpi d’archibugio.
Le cronache più antiche ricordano un’altra feroce caccia, al cui pensiero ancora rabbrividisco.
Nella lontana Caledonia, Meleagro, nipote di quel famoso Diomede che fu fondatore di Benevento, inseguì ed uccise il capostipite della mia famiglia; non pago di tale vittoria, Meleagro strappò al mio avo una zanna e volle che fosse conservata, come trofeo, proprio nella nostra città.
Oggi non c’è più! Alcuni cinghialetti d’assalto hanno provveduto, secoli or sono, a lavare l’onta facendola sparire.

 

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