Domeniche a piedi in città: ma i mezzi pubblici forse inquinano di più

Sono uno che quando può cerca di camminare a piedi. Ma poi, quando decide di usare l’auto, si imbatte nell’impossibile stratosferica esistenza di una moltitudine di mezzi pesanti e pesantissimi che quotidianamente percorrono le strade cittadine, soprattutto sull’asse terminalbus di piazzale Venanzio Vari – Ponte Vanvitelli.
Un traffico di autobus extraurbani a fare fermate e soste per imbarcare passeggeri e poi, magari senza circumnavigare la fontana di Piazza Bissolati, tagliare per via Grimoaldo Re, non avendo, evidentemente, passeggeri da raccogliere lungo il viale Principe di Napoli.
Fatta questa precisazione c’è da rapportare il tutto alle numerose domeniche che sono state oggetto, e lo saranno sempre di più nei prossimi mesi, di interdizione al traffico su tutto o quasi il reticolo viario cittadino.Ora, se l’ASIA che possiede mezzi praticamente ad Euro Zero, la Trotta continua ad operare con bus in massima parte provenienti dalla metà del secolo scorso, se gli autobus extraurbani, sicuramente non di primo pelo od elettrici, imperversano lungo le strade cittadine sostituendosi proprio alla società romana, se in città il punto di riferimento è solo quel piazzale e non già il nuovo terminal allo Stadio, il discorso sacrificio all’automobilista viene vanificato proprio per questa invasione.
E’ pur vero che non si possono cambiare i mezzi ASIA e della Trotta, per carenze strutturali legate alla disponibilità di fondi, ma almeno si potrebbe limitare ed esternalizzare le soste ed i parcheggi degli autobus urbani nei due terminal impedendo loro di attraversare le strade del centro cittadino; sicuramente il tasso di inquinamento sarebbe ridotto di una buona percentuale.
Credo ci fosse un’ordinanza a tale proposito applicata solo per un brevissimo lasso di tempo. Se quell’ordinanza è inficiata dalla desuetudine, magari sarebbe il caso di emanarne una nuova. Non si può chiedere ai soli automobilisti di rinunciare all’auto, ma neanche che questi poi debbano sopportare quelle presenze che inquinano maggiormente.
g.p.

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