Mastella si pavoneggia grazie alle iniziative altrui, nell’inaugurare il ponte ciclopedonale sul Sabato

Non pochi pensionati, titolari di assegno pensionistico dall’importo minimo, per lo più integrato dallo Stato, quando nel mese di luglio 2008, insieme alla pensione, hanno ricevuto la quattordicesima mensilità, disposta dalla finanziaria di quell’anno, approvata nel dicembre 2007 dal governo Prodi, hanno pensato che il merito di quella elargizione andasse attribuito a Berlusconi, succeduto a Prodi nel maggio dello stesso anno.
Ma si può anche dire che, sempre nel 2008, il governo italiano, presieduto da Berlusconi, ha ricevuto l’encomio dall’Europa, per il fatto che il precedente governo Prodi, destinatario di procedura di infrazione da parte dell’Europa avendo Berlusconi sforato il limite di Maastricht oltre ad aver dissipato l’avanzo primario, nel quinquennio 2001-2006, era riuscito a far rientrare il debito nel predetto limite, aumentando lievemente l’Irpef per i redditi superiori a 40.000 euro. 
Così come Berlusconi ha avuto il vantaggio di procedere agevolmente su di una strada spianata da Prodi, anche Mastella, dal canto suo, da persona nata letteralmente con la camicia, si è trovato di fronte alla ultimazione, sotto la sua amministrazione, di diverse opere pubbliche, progettate e avviate a realizzazione dalla precedente amministrazione di centro sinistra, attraverso l’attivazione dei fondi del “Più Europa”, della cui inaugurazione Mastella si è pavoneggiato, facendo passare il messaggio di aver voluto lui quelle opere.
E’  capitato, così, che il sindaco taglia nastri abbia inaugurato, il 9 settembre 2017, la ristrutturata Colonia Elioterapica,  che, destinata ad ospitare la palestra di scherma, è stata da lui intitolata a Francesco Cossiga, cui deve il merito di essere transitato, nell’ottobre del 1998, nella maggioranza di centro sinistra, quando ebbe a costituirsi il primo governo D’Alema, guadagnandosi l’accusa di “acchiappa poltrone”, da parte di Pierferdinando Casini, suo compagno di ventura nella costituzione del Ccd, dopo il dissolvimento della ex Dc.
Poi, il 16 novembre 2018, ha inaugurato la rotatoria, che aggira,  su via Torre della Catena, la strettoia nella curva dove vi era un pontile della cinta muraria. Questa rotatoria, che non ha avuto l’onore di essere intitolata a qualcuno, fa parte del ponte, in via di ultimazione, che congiunge via Gennaro De Rienzo, nel rione Libertà, con la predetta via Torre della Catena, un’opera, questa, che finanziata con i fondi del “Più Europa” nella misura di 8 milioni di euro, è stata avviata dalla precedente amministrazione di centro sinistra, cui va il merito di aver fatto il pieno di tutte le risorse europee. Resta da vedere poi a chi sarà intitolato questo ponte, quando la sua realizzazione sarà stata ultimata.
Di certo, sappiamo che è stato intitolato al tenore Silvano Pagliuca il ponte ciclopedonale che congiunge il Lungo Sabato Don Emilio Matarazzo con il Lungo Sabato Bacchelli, un’opera – ha dichiarato l’assessore ai LL.PP., Mario Pasquariello – “che chiude il primo anello di pista ciclopedonale”, avendo, come collegamento, i due Lungo Sabato,  paralleli tra di loro, e il ponte S.Maria degli Angeli, di cui il 20 ottobre 2018, è stato inaugurato, sul lato destro in direzione del centro cittadino,  un percorso ciclopedonale, che Mastella non ha potuto dedicare a nessuno, ali fini della costituzione di…consenso tra i discendenti e gli amici della persona da immortalare, poiché il ponte ha già un nome, preso dalla località dove si trova.
Ma anche quest’opera, progettata ed avviata a realizzazione dalla precedente amministrazione insieme al ponte Pagliuca, sempre utilizzando, nella misura di 2 milioni di euro, i fondi del “Più Europa”,  non appartiene alla iniziativa di Mastella, così come non appartiene alla sua iniziativa neanche la realizzazione della scala mobile di via del Pomerio, montata negli stessi giorni in cui veniva inaugurato quel percorso su di un lato del ponte S.Maria degli Angeli, cioè più di due anni dopo il suo insediamento a Palazzo Mosti.
Il tempo trascorso avrà messo molti…cittadini, di quel 62% che lo ha votato,  a riconoscere in lui la paternità dell’opera, dopo aver attribuito la chiusura, durata diversi anni, di quella scala all’incuria della precedente amministrazione, che invece aveva investito 1.500.000 di euro per la sua realizzazione. 
Certo, quando i processi sono lunghi, le persone disinformate difficilmente riescono a risalire alla paternità di una iniziativa. Infatti, sono passati quasi 5 anni, da quando Umberto Del Basso De Caro ha fatto finanziare, da parte del Ministero delle Infrastrutture di cui era sottosegretario, la ricostruzione dell’argine sul fiume Sabato, con un investimento di 5 milioni di euro. Probabilmente, questa ingente risorsa si era “smarrita”  nelle pastoie burocratiche del Provveditorato alle Opere Pubbliche. Ora, però, pare, si è giunti alla fase finale per l’avvio dei lavori. Speriamo che non vi mettano cappello i parlamentari pentastellati, come avevano tentato di fare per le altre opere finanziate dal precedente governo.
Ma stavamo parlando della inaugurazione, la sera del 22 marzo, del  ponte Pagliuca, che, a dire di Pasquariello,  “cambierà letteralmente aspetto, quando (per iniziativa della Regione competente in materia -ndr) non vedremo più questo tipo di vegetazione, ma avremo una bonifica integrale del fiume”.
Arrivata poi la volta del sindaco, Mastella esordisce non senza dimostrarsi seccato dalla claque inscenata da una diecina di bambini e ragazzi, presenti all’inaugurazione assieme a poco più di una cinquantina di cittadini. Non a caso, a mo’ di affettuoso monito, ha detto loro: “Calmi, se no le scuole saranno perennemente aperte (infatti, le ha chiuse per la terza volta il 27 marzo, a causa delle previsioni meteo, non rivelatesi affatto  cattive – ndr)”. Poi prosegue: “Allora, io saluto, in modo particolare, i bambini del quartiere, perché credo  che un ponte sia anche il ponte della vita, quindi una forma di trasmigrazione dall’essere più ragazzi, più giovani, adulti.  E quindi il significato non riguarda  soltanto l’apertura di un ponte come tale, ma anche  il modo  simbolico del ponte. Voi ascoltate, ogni tanto, Papa Francesco che dice Il ponte, il ponte, il ponte. Il ponte è anche un ponte che deve eliminare  cose abbastanza allarmanti  e drammatiche, come purtroppo  gli omicidi che sono  succeduti in Nuova Zelanda, in Olanda, e come ciò che è accaduto nell’area milanese, dove una persona, in crisi esistenziale, ha messo a repentaglio la vita di tanti ragazzi”.
Fatte queste riflessioni profonde, trascritte integralmente dalla registrazione, Mastella, rivolto il saluto ai presenti e “anche alle persone che sono appollaiate un po’ sui balconi”, dice: “Voi dovete difendere e tutelare questo bene (il ponte – ndr) e gli altri beni. Noi stiamo ritardando per quanto riguarda la rinnovata apertura dell’Auditorium”, vandalizzato insieme ad altre strutture della Spina Verde, che, inaugurata durante la campagna elettorale del 2016 dai precedenti amministratori, non è stata poi sottoposta  subito a videosorveglianza, da parte di Mastella, appena assunta la guida della città. “Tutto questo è vostro, vi appartiene, tentate di evitare che possa qualcun altro turbarlo o rubarlo”, dice ancora Mastella, aggiungendo: “Non si ruba niente, alle persone non si ruba, queste cose appartengono ai giovani, ai bambini, a quest’area  e a questa zona. Difendetelo con le unghie e con i denti. Con questo, io ho detto, qualche tempo fa, che avrei titolato  (opere –ndr), come facciamo e come faremo  per le persone che non debbono essere a tutti i costi personaggi famosissimi, come deputati o senatori o quant’altro, ma persone che danno lustro alla città di Benevento. L’artista, il cantante lirico Pagliuca è stata una espressione tipica della città di Benevento, perché si è segnalato: quando cantava lui, non soltanto in Italia, si diceva ‘è di Benevento’, come per me si diceva ‘Mastella è di Benevento’. Forti di questa memoria, e ricordandolo con i familiari oggi qua, ci è sembrato (…) di segnalarlo alla vostra attenzione (…). Se per le lingue c’è una indecifrabilità (…), per la musica c’è la universalità”.
Il sindaco, interessato a creare consenso, firma la petizione promossa da “Io per Benevento”
Non pochi cittadini, incuriositi, hanno passeggiato sul ponte, scattando anche dei selfie, nei giorni della Fiera di S.Giuseppe, allestita, come ogni anno, sul piazzale dello stadio, a qualche centinaio di metri dal ponte. Il sindaco, accompagnato da giornalisti a lui graditi, ha visitato, la mattina di sabato 23 marzo, il tradizionale evento, facendosi riprendere mentre firmava la petizione promossa da “Io per Benevento”, per chiedere l’allontanamento di Renato Pizzuti dalla direzione dell’Azienda ospedaliera “S.Pio”. Una sortita, quella del sindaco, di cui Il Mattino, a corto probabilmente di notizie per riempire le pagine locali o per non smentirsi quale utile fiancheggiatore del primo cittadino, ha dato ampio risalto nella edizione di domenica 24 marzo. Ma Pizzuti, dal canto suo, avrebbe dato mandato ai suoi avvocati al fine di adire le vie legali, rispetto alle accuse infondate, lanciate contro di lui dalla predetta associazione.
Ma dicevamo che Mastella, come abbiamo visto,  non trascura neanche la intitolazione di opera  per costituire…consenso.  Ovviamente, va da sé che la costituzione di…consenso in altri settori della vita cittadina è dilagante. E’ di questi giorni la denuncia, da parte della consigliera dem Marialetizia Varricchio, del modo come “all’Asia continua senza freni il valzer delle poltrone”, Infatti, “non bastasse il clamoroso dietrofront dell’ad Madaro che prima aveva sbandierato ai quattro venti la virtuosa rinuncia al Dirigente Amministrativo, salvo poi indire bando per assumerlo, o il siluramento del medico competente dopo 21 anni, per sostituirlo con un altro, guarda caso, di recente traslocato dal centrosinistra al centrodestra  nel suo comune di residenza, adesso tocca alle progressioni interne di carriera e alle promozioni. Un modo per premiare qualche accolito o sodale e sottrarre forza lavoro alla strada.  Siamo al paradosso: con la città invasa dalla sporcizia come mai capitato prima e il personale destinato allo spazzamento e alla pulizia delle strade sottodimensionato”.
Il sindaco, per non inimicarsi l’Acea, non accoglie la richiesta di referendum avanzata da più di 3.000 cittadini  
Nel corso del “Caminetto democratico”, svoltosi a Palazzo Paolo V la sera del 26 marzo, abbiamo saputo che nel Consiglio comunale del 22 marzo, in occasione di una votazione, Mastella avrebbe invitato il capogruppo del Pd di assentarsi dall’aula, per rendere meno incisivo il voto contrario. In quella sede, inoltre, ha difeso, con le unghie e con i denti, per dirla con le stesse parole che lui ha rivolto ai cittadini del rione Libertà, la Gesesa SpA e il relativo socio di maggioranza, il gruppo Acea, detenuto dal Comune di Roma, dai Caltagirone e dalla società Suez di Parigi.  Infatti, ha negato l’indizione del referendum richiesto da più di tremila cittadini, nei quali, sotto la guida di monsignor Alex Zanotelli, si è fatta strada la consapevolezza secondo cui l’acqua, bene comune, non debba essere fonte di profitto. 
E non poteva essere diversamente dal momento che Mastella deve  pagare,  a nostro modestissimo avviso, dei dazi al gruppo Acea, il quale, per accattivarsi il sindaco, intenzionato  ad imbonire i cittadini non solo “con feste e triccheballacche”, come dice Vittoria Principe sul nostro giornale, ma in tutti i modi, ha illuminato dei Monumenti cittadini, con i proventi della bollette salate pagate dai cittadini, bollette destinate a diventare ancora più salate. Non a caso, il Comune gli ha ceduto altre quote.
Il mancato rispetto, da parte del sindaco della volontà di quegli oltre tremila cittadini, ha suscitato, da parte del consigliere dem, Italo Di Dio, l’intervento energico, oltre che in Consiglio, anche con una nota diffusa alla stampa. La replica di Giovanni Zanone, capo della segreteria del sindaco, pubblicata dal nostro giornale, è stata prontamente e ampiamente ribattuta da Italo Di Dio, con una nota, pubblicata pure dal nostro giornale. La querelle però è destinata a non fermarsi, dal momento che Zanone ha nuovamente replicato a Di Dio, osservando che, precedente la Gesesa era gestita dal Pd. Ma Zanone ha omesso di dire che presidente della SpA era Marcellino Aversano, passato nell’entourage di Mastella, dopo essere stato eletto consigliere comunale in una lista del Pd.
Ma rispetto all’inquinamento da tetracloroetilene dei pozzi di Pezza Piana e di Campo Mazzoni che approvvigionano i rioni Libertà, Ferrovia e Centro Storico, su cui si è soffermato Di Dio, il sindaco è intervenuto ancora una volta affermando l’assoluta potabilità dell’acqua di quei pozzi, fingendo di ignorare che il problema non riguarda tanto la potabilità dell’acqua, quanto il livello di tetracloroetilene, che, denuncia Altrabenevento, ha superato di tre volte la soglia di contaminazione.
Il sindaco accusa ancora i suoi predecessori di aver provocato il fallimento dell’Amts
Inoltre, Mastella, a corto di argomenti, nell’intento di zittire i consiglieri del Pd, ha ancora agitato il fallimento dell’Amts, causato, secondo lui, dalla precedente amministrazione, quando invece la vicenda risale all’amministrazione D’Alessandro. Questa amministrazione, infatti, del cui esecutivo facevano parte l’attuale presidente del Consiglio Comunale e l’attuale assessore ai lavori pubblici, aveva trasformato un progetto di finanza da essa voluto in un primo momento, in appalto ad una associazione temporanea di imprese, per la realizzazione del parcheggio coperto di Porta Rufina,  creando un contenzioso tra la successiva amministrazione di centro sinistra e la predetta Ati.
Ma, lo ripeteremo fino alla noia, c’è anche la mano di Mastella, perché  il sindaco si è trovato, per sue responsabilità, nella impossibilità di rimettere in piedi l’azienda pubblica del trasporto urbano dopo che la Cassazione ha respinto il ricorso dei curatori sporto contro la sentenza con cui la Corte di Appello aveva ribaltato la dichiarazione di fallimento emessa dal Tribunale di Benevento.  Mastella, infatti, in presenza della sentenza della Corte di Appello, giunta il 17 agosto 2016, due mesi dopo essersi insediato quale sindaco della città, non ha chiesto proroghe per far gestire il servizio di trasporto pubblico dall’Amts, non si è costituito in Cassazione contro il predetto ricorso, ha dichiarato fallita l’Amts nel mese di novembre di quell’anno, e nel successivo mese di febbraio ha affidato il servizio ad un’azienda privata, la Trotta bus, nella quale sono transitati i dipendenti dell’Amts, che hanno avuto problemi con il nuovo datore di lavoro, in ordine alla puntualità del pagamento delle retribuzioni, e anche ad altro.
Orbene, di fronte alla sentenza della Cassazione, anche i lavoratori, non potendo più transitare nell’azienda pubblica, hanno chiesto la messa in liquidazione dell’Amts. Della cosa sarebbe stata adita la Corte dei Conti.
Giuseppe Di Gioia

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