I pini del viale degli Atlantici: spettacolari ma insidiosi

La storia del taglio dei pini marittimi soprattutto al Viale degli Atlantici trattata sui social è ancora una volta intrisa di preconcetti e soprattutto di approssimazione dimenticandosi la parola SICUREZZA.
E’ vero quella cupola di alberi che parte dall’altezza del vecchio carcere Sanfelice per raggiungere la chiesetta dell’Angelo è spettacolare, ma insidioso.
Quest’animale lo percorre almeno due volte al giorno ed è un bel vedere sia a piedi che motorizzato. Ma quello spettacolo purtroppo è frutto dell’incuria dovuto nella sua crescita, ad abusi nella potatura nel corso dei questi decenni, alla scarsa attenzione (su tutto il tessuto cittadino) sui suoi poblemi. Mancanza di pollice verde sin dal momento della loro piantumazione per poi il “laisser faire, laisser passer” (omaggio a Macron) .
Ora è sotto gli occhi di tutti lo stato del fondo stradale del viale sul lato sinistro e la curvatura dei tronchi destano preoccupazione per la sicurezza dell’umana gente.
Si è scritto e detto di tutto ed il contrario pur di contrastare quell’abbattimento. Qualcuno ha sottolineato anche la faciloneria di quella decisione. In verità allarmi vengono dal passato. Almento tre o quattro relazioni sulla loro pericolosità in quest’ultimo decennio. Ma mai una decisione presa per tutelarli e soprattutto per evitare l’ineludibile.
In queste due ultime settimane dopo sopralluoghi e verifiche di esperti (il presidente degli agronomi fino all’ultimo ha tirato la barca per l’incarico specifico ad un proprio iscritto) tra cui agronomi regionali etc. la rete si è mobilitata per evitare l’abbattimento .
In un comunicato l’assessore De Nigris ha anche evidenziato le operazioni compiute durante queste visite “omissis…per la diagnostica e la certificazione sullo stato di salute dei pini ci siamo avvalsi dei dottori agronomi-forestali, ritenendo quest’ultimi qualificati per l’individuazione delle analisi e delle metodiche da utilizzare per simili indagini e perizie”. Tra esse, se non ricordo male, figura proprio una di quelle indicate dalla Consigliera: il metodo V.T.A.(visual tree assessment), riconosciuto quale unico sistema valido dalla S.I.A.(Società internazionale di arboricoltura).
Ebbene, dalle analisi compiute nel corso degli anni, una del 2003 l’altra a fine 2018, a cui si sono aggiunte le odierne relazioni fornite dal Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e della Direzione Generale per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Campania, Servizio Territoriale Provinciale di Benevento, il quadro che emerge è di estrema preoccupazione e pericolosità. “Su un totale di 130 piante, ben 126 sono state infatti collocate nella classe di rischio C/D (rischio elevato) e n. 4 collocate in classe dì rischio D (rischio estremo). Segni, sintomi e difetti gravi, fanno ritenere che i fattori di sicurezza siano ormai notevolmente ridotti, nonostante alcuni interventi tecnici di contenimento effettuati nel corso degli anni. Queste pericolose compromissioni, sempre secondo gli esperti, indicano che i Pini Mediterranei sono da abbattere con immediatezza, atteso il potenziale pericolo che rappresentano per l’incolumità di cose, persone, mezzi, fabbricati ed infrastrutture.” Ho detto tutto avrebbe sottolineato Peppino….
il cinghiale senza wc

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